Milano cade pesantemente al Pireo dopo una partita dove è riuscita a rimanere a ruota dell’Olympiacos per soli 25′. Vezenkov mvp della sfida, non che il principale fautore del 89-68 il finale.
Vezenkov ti mette le ali
Potremmo fermarci ai numeri del giocatore bulgaro per spiegare la sua partita. 22 sul tabellino, 1,467 ppp distribuiti su ben 15 possessi (il più alto della sua squadra).
L’aspetto che ha maggiormente influenzata la partita è stato il punire fin da subito la marcatura di Mirotic. Il suo lavoro off the ball ha tolto completamente tolto il montenegrino dal match, rendendo difficile la sua permanenza in campo.
Nella clip sopra è facile notare come l’Olympiacos abbia cercato quell’accoppiamento fin dal primo momento, attaccandolo sempre in modo diverso. Vezenkov, non essendo un giocatore on ball, è stato sfruttato da bloccante e tagliante, proprio per punire la pigrizia difensiva di Mirotic. Fin dai primi minuti dell’ex-Barcellona (quello lato Milano) si era capito che avrebbe avuto una serata molto lunga.
Tira che ti passa
In una serata molto difficile per l’Olimpia, l’unico aspetto offensivo che ha dato reali risposte è stata la produzione dalle situazioni di spot-up e di taglio. In particolare nel primo caso, l’Olimpia ha prodotto 1,182 ppp.
Fin dalle battute iniziali l’Olympiacos ha adottato una difesa molto flottata sulla palla e molto concentrata sulla protezione dell’area. Sempre con l’idea di far vedere l’area piena a Shields e Mirotic e guidare l’attacco di Milano verso altri lidi.
L’Olimpia, ogni qual volta è riuscita a leggere correttamente questa scelta difensiva, ha sempre trovato buoni tiri. Manca la lucidità per eseguire questa lettura sui 40 minuti al momento.
No Shields – No party
Nella serata milanese è sicuramente saltato all’occhio la brutta serata di Shavon Shields, sia alla voce scoring, sia alla voce gestione. Il suo anemico 0,5 ppp ha pesato fortemente sulla produzione offensiva di dell’Olimpia
Nella brutta serata dell’esterno danese c’è molto lavoro della difesa dell’Olympiacos, che ha dato fondo a tutto il suo roster e a tutte le sue scelte per fermare la principale fonte realizzativa di Milano.
Tassativo non mandarlo a destra, su tutti i suoi pick and roll si cambia per non dargli mai modo di prendere velocità e quando va a sinistra lo si spinge dentro sugli aiuti, sfidando la sua capacità di far uscire il pallone.
Tanti piccoli sassolini nella partita di Shields che lo hanno lentamente portato fuori dal match. Missione compiuta.





