Ha dell’incredibile la vicenda che vede protagonisti Sasha Vezenokov e Cody Miller-McIntyre. La nazionale bulgara dovrà fare a meno delle sue due stelle per la decisiva sfida di qualificazione ad EuroBasket 2025 contro la Germania.
Dopo la scintillante prestazione di Venezkov contro la Svezia, coincisa con la vittoria della Bulgaria, la nazionale dell’est Europa si stava preparando alla sfida ai campioni del mondo in carica della Germania per provare a strappare la qualificazione alla rassegna continentale.
Purtroppo, la sfida perde di contenuto viste le due assenze pensanti che rischiano di rendere vani tutti gli sforzi fatti dalla nazionale bulgara. Un successo, infatti, garantirebbe ai bulgari il pass ma, purtroppo per coach Rosen Barchovski, i suoi ragazzi dovranno provare l’impresa senza Vezenkov e Miller-McIntyre, fermati dai rispettivi club, come comunicato dalla federazione bulgara.
Le rispettive società (Olymliacos e Stella Rossa, ndr) vogliono evitare che i due accumulino ulteriore fatica nella finestra FIBA, rischiando di pregiudicare il finale di stagione dei rispettivi club.
Vezenkov e Miller-McIntyre: la Bulgaria deve chinare il capo
Una situazione che, purtroppo, siamo troppo spesso abituati a vedere. Le superpotenze di EuroLeague, dove giocano anche le star delle rispettive nazionali, pongono il veto ai loro giocatori per difendere la propria nazione a stagione in corso. Il tutto nonostante l’accordo tra ECA e FIBA per permettere alle nazionali di poter contare su tutti i propri talenti.
Purtroppo, Vezenkov e Miller-McIntyre sono solo gli ultimi di una lunga serie di giocatori costretti a dare forfait alla vigilia di partite determinanti per le proprie nazionali. A perderci, purtroppo, è la pallacanestro in generale, soprattutto per le nazioni più piccole dove il bacino di utenza non è illimitato.
Se, come nel caso della Bulgaria, una selezione è costretta a fare a meno dei suoi giocatori più importanti, è difficile trovare sostituti all’altezza. In più, c’è il rischio di vedere vanificato quanto di buono fatto sinora, buttando letteralmente all’aria due anni di lavoro.
Sotto questo aspetto, purtroppo, la pallacanestro in generale deve ancora evolversi: le selezioni nazionali hanno il diritto di poter schierare i loro migliori giocatori, indipendentemente se siano o meno coinvolti in competizioni di club. La FIBA dovrebbe intervenire, sedersi a un tavolo con i rappresentanti ECA, e trovare una chiave di lettura che sia accettata da tutti. Magari prevedendo sanzioni per chi non rispetta le regole.





