Chi segue l’NBA da qualche tempo sicuramente si ricorderà di quando LeBron James finì sulla copertina di Sports Illustrated prima di giocare un singolo minuto in NBA, di come “The chosen one” fosse un soprannome pesante da portare e ora siamo qui ad attendere che, secondo calcoli statistici, alla quarantanovesima partita di questa stagione, scollinerà oltre i 40.000 punti in carriera, staccandosi in testa alla classifica marcatori dopo averla raggiunta la scorsa stagione. Fu qualcosa di unico, che forse stiamo rivivendo ora vedendo l’approdo in NBA di Victor Wembanyama. Qualcosa di unico, ma diverso.
Wembanyama, nella scorsa stagione, ha giocato nei Metropolitans in Francia portandoli in finale contro il Monaco a suon di numeri: 22 punti e 11 rimbalzi di media, con giocate spettacolari non fini a loro stesse ma alle vittorie della squadra. In molti avevano opinato sul fatto che avesse deciso di giocare per una squadra che non facesse le coppe europee non volendosi misurare con il più alto livello continentale come l’Eurolega. Il motivo era semplice, ovvero poter avere minuti, responsabilità e possessi senza limiti in una squadra che potesse permettergli di lavorare su se stesso e prepararsi al meglio per l’NBA durante la settimana. Non c’erano dubbi sarebbe stato la prima scelta assoluta, non aveva nulla da dimostrare ad alto livello il focus doveva essere prepararsi nel migliore dei modi alla sua carriera NBA. A oggi, il miglior modo per prepararsi all’NBA quando sai di essere una top pick è di avere spazio, responsabilità e possibilità di sbagliare, perché non conta solo giocare al top europeo. Basti vedere i nostri Spagnolo e Procida, selezionati dopo che le loro squadre erano entrambe retrocesse. Nessuno mai era stato inserito nel League Pass NBA giocando in Europa, ma Wemby sì. Le sue partite erano già disponibili in America l’anno scorso, perché negli USA sanno come vendere il prodotto e si rendono conto quando passa un diamante davanti ai loro occhi.
Ma l’NBA è davvero pronta all’arrivo di Wembanyama? Forse non tutti lo identificano ancora bene, molti columnist sono ancorati al concetto che sia magro e leggero per l’NBA, ma se è vero che il fisico conta, di certo serve di più essere speciali a giocare a pallacanestro (Curry e Durant, sto parlando di voi). Il “problema” è che Wemby potrebbe finire in quella categoria a fine carriera perché quando Popovich dice:
Ho pensato di dovergli fare dei discorsi su come approcciare l’NBA, come gestirla ecc. ma ci ho parlato una volta e ho capito che sapeva già tutto. Ci era già passato e ha intelligenza e ironia per capire come andrà”.
Se Popovich dice così è il sigillo in ceralacca su una carriera che si prospetta clamorosa.
I Mavericks hanno fatto allenamento specifico con coach che avevano braccia di gomma allungabili per simulare la presenza di Wemby ad alterare i tiri. La foto della stoppata che ha rifilato a Wiggins in preseason è già un instant classic da galleria d’arte del Louvre.
https://www.youtube.com/watch?v=_u2CVvgZf80
L’hype è incredibile su questo ragazzo, un po’ per le capacità balistiche e tecniche, ma anche perché da quello che si può apprendere da ogni fonte possibile, lui ha testa, è seguito da una famiglia di sportivi ed è focalizzato solo ed esclusivamente sulla sua carriera professionistica. Non ci sono molte possibilità che prenda la via sbagliata e siccome è già stato scottato in una situazione spinosa durante il passaggio al Metropolitans, ora è seguito e tenuto d’occhio sostanzialmente ogni secondo della sua vita per fare sempre la scelta giusta.
Ma la vera esemplificazione di quanto Wembanyama sia assolutamente fuori dagli schemi, riguarda anche LeBron James.
Rich Paul e LBJ, con la loro agenzia Klutch Sports, sono talmente interessati a gestire le sorti di Wembanyama nel presente e nel futuro, che stanno lavorando per acquistare l’agenzia che gestisce i suoi affari. Non potendo “prendere” lui direttamente, arriverebbero ad acquistare l’intera agenzia che lo controlla per fare quello che sarebbe considerato un grande colpo imprenditoriale. La “pensione” di LeBron James potrebbe essere ricca d’impegni nel controllare quella che è un po’ la versione 2.0 di The chosen one.
Quindi l’NBA è pronta a gestire l’arrivo di Wembanyama? Assolutamente si e non da oggi.





