Luca Vildoza è entrato nella storia come il primo giocatore ad aver vestito le maglie di Olympiacos, Panathinaikos, Stella Rossa e Partizan nel corso della propria carriera. Un percorso che attraversa le rivalità più accese del basket europeo, sia in Grecia che in Serbia, e che ora lo porta a Belgrado con la casacca bianconera.
L’arrivo del playmaker argentino al Partizan è stato considerato uno dei colpi più significativi del mercato: la stessa Eurolega lo ha indicato tra i rinforzi più importanti per la formazione belgradese nella prossima stagione. Eppure, solo un anno fa, lo stesso Vildoza aveva escluso categoricamente la possibilità di approdare al club.
Da Quilmes al grande basket europeo
La carriera di Vildoza è partita dal Quilmes, il club argentino dove è cresciuto fin da bambino, passando per tutte le giovanili prima di diventare professionista. Da lì il salto al Baskonia, poi un percorso che lo ha portato in NBA e successivamente tra le migliori squadre d’Europa: Stella Rossa, Panathinaikos, Olympiacos, Virtus Bologna e infine il Partizan.
Avendo indossato la maglia di entrambe le rivali storiche sia in Grecia che in Serbia, è inevitabile chiedersi se potrebbe fare lo stesso anche in Argentina, giocando un giorno per il Peñarol, acerrimo rivale del suo Quilmes. Vildoza non lo esclude affatto:
“Non lo so. L’anno scorso dissi che per me era impossibile firmare per il Partizan, e ora eccomi qui. Ecco perché non chiuderò mai la porta a nessun club. Il Quilmes è il club che mi ha dato tutto. Ho iniziato a giocare lì quando avevo otto anni. Mi hanno aiutato a crescere, mi hanno circondato di brave persone, e non credo che potrei fare lo stesso per loro.”
Parole che raccontano un giocatore pragmatico, consapevole che nel basket le certezze durano poco. E che, dopo aver attraversato le rivalità più intense d’Europa, ha imparato a non dire mai “impossibile”.
