È stata una notte storica in NBA. I Brooklyn Nets hanno infatti ritirato la maglia numero 15 di Vince Carter, che da oggi entra definitivamente negli annali come uno dei giocatori più importanti della franchigia. L’esterno americano ha giocato 374 partite con la casacca degli allora New Jersey Nets, segnando 8.834 punti in uno dei periodi più floridi della sua carriera. Sembrava un passaggio naturale, allora, per la società celebrare uno degli uomini più simbolici che abbiano indossato quella maglia negli ultimi venti anni. I Nets hanno issato il numero 15 tra le vette più alte del Barclays Center stanotte, nell’intervallo della gara contro i New York Knicks, davanti agli occhi di un Vince Carter visibilmente emozionato.
Vince Carter’s No. 15 officially goes up in Brooklyn ? pic.twitter.com/HvGIN8UMaf
— SportsCenter (@SportsCenter) January 26, 2025
È qualcosa che io e la mia famiglia ricorderemo per sempre. Essere il settimo numero a stare lassù è qualcosa di incredibile. È un onore essere lì con voi signori. Il numero 15 di Carter sale lassù, ma ci andiamo insieme.
Queste le parole di Vince Carter, che oltre a se stesso ha voluto celebrare nel proprio discorso anche gli altri grandi giocatori che hanno vestito la maglia dei Brooklyn Nets. Tra questi Julius Erving, che ha assistito a tutto il match seduto proprio di fianco a Carter. Oltre a lui anche Jason Kidd e Richard Jefferson hanno inviato messaggi di congratulazioni. Il numero 15 di Air Canada è stato posizionato proprio al fianco di quello di Kidd, che Carter ha voluto ringraziare personalmente.
Il mio ruolo a Toronto era solo passatemi la palla e segno. Quando sono arrivato qui, avevano un giocatore che mi ha reso il gioco molto più facile.
Carter detiene il record di punti segnati in singola stagione con la maglia dei Nets ed è terzo come punti totali segnati nella storia della franchigia. Vince ha infine voluto ricordare come il periodo passato con la maglia di Brooklyn sia stato uno dei più felici della sua vita, segnato da soddisfazioni in campo e fuori.
Ci divertivamo ma capivamo quando era il momento di fare sul serio. Uscivamo, ci aiutavamo a vicenda e giocavamo uno per l’altro. Questo rendeva tutto più divertente. Ho fatto il mio lavoro e mi sono divertito come un pazzo nel farlo.
