1Q
- Accoppiamenti dei quintetti iniziali: lato Virtus: Hackett-Satoransky, Cordinier-Laprovittola, Belinelli-Kalinic, Shengelia-Da Silva, Dunston-Vesely; lato Barça: Satoransky-Hackett, Laprovittola-Cordinier, Kalinic-Belinelli, Da Silva-Shengelia, Vesely-Dunston.
- Così come col Baskonia, l’unica gara nella quale in Barcellona è andato davvero in difficoltà in quanto a creazione dal palleggio, anche la Virtus esegue la scelta più indicata: mettere la maggior pressione e fisicità costante, on e off ball, su Laprovittola. L’uomo prescelto era stato a Vitoria Markus Howard, alla Segafredo Arena è Cordinier.
- Sui P&R laterali di Bologna, Barcellona opta per una difesa ICE (forzare la penetrazione verso il fondo, bloccando il ribaltamento diretto sul lato debole dalla punta e in ala): la pazienza dei palleggiatori Virtus deve essere quella di aspettare il momento giusto per trovare l’uomo in angolo. L’inizio fa ben sperare: scarico di Cordinier, attesa dell’aiuto di Satoransky sulla linea di fondo, scarico per Hackett. 3 punti a tabellone.
- Perché accoppiare Belinelli con Kalinic? L’occasione di attaccare Beli dal palleggio e sui blocchi è troppo ghiotta, ma il serbo non è naturalmente portato a gestire tanti possessi palla in mano. Voce del verbo “limitare i danni“.
- Perché accoppiare Kalinic con Belinelli? Perché paradossalmente il serbo è quello che andrebbe meno in difficoltà nel navigare sui blocchi per le uscite o i riccioli del capitano bianconero. O meglio, quello che permette a Laprovittola e Satoransky di sbilanciare di meno il resto della difesa nel caso gestissero loro in prima persona Belinelli. Anche in questo caso, voce del verbo “limitare i danni“
- Altra scelta chiara del Barcellona sui P&R: se il palleggiatore è Hackett si passa sempre e comunque sotto, under. Daniel è battezzato sin dal primo possesso, anche se è stato lui a sbloccare il tabellino. Sfida tattica che si trasforma in sfida psicologica: palla, e mente, a Daniel Hackett.
- L’inizio della difesa Virtus sui palleggiatori del P&R non è all’altezza di EuroLeague: i primi 7 punti derivano tutti da vantaggi creati dal primo blocco sulla palla e da un approccio morbido dei difensori virtussini.
- Da Silva in difesa sul post-up di Shengelia è forse uno dei migliori corpi d’Europa per non subire in termini di kg, cm e velocità di piedi. Poche rotazioni, pochi movimenti e letture da sfruttare per il georgiano, poche linee di passaggio non ostruite dal collasso degli uomini da lato debole.
- Vantaggi creati dal palleggio: pro e contro, come in ogni aspetto del gioco. La Virtus decide di non accentuare gli aiuti stunt o da lato debole ma di rendere l’attacco del Barcellona la più lunga serie di 1vs1 possibili: se il totale del talento dei catalani è maggiore della somma di quello dei singoli, allora limitare la circolazione avversaria a costo di rinunciare a un pizzico di aggressività sul portatore ha… pro e contro.
- I quintetti iniziali, con poca sorpresa, iniziano droppando sistematicamente con Dunston e Vesely sui P&R centrali avversari. Strategia conservativa per valutare la serata al tiro degli esterni avversari e adeguarsi di conseguenza. Cordinier sbaglia i primi due jumper dal palleggio? Ha senso continuare così. Laprovittola è letale nell’aspettare l’ultimo centesimo di secondo possibile per attirare il raddoppio di Dunston in entrata e scaricare per l’appoggio di Vesely? Forse una scelta diversa avrebbe più senso.
- Con Hackett battezzato e Cordinier non ancora efficace dal palleggio, Banchi opta per mettere in ritmo Belinelli whatever it takes: i blocchi verticali in semitransizione per i suoi catch&shoot consentono non solo alla Virtus di rimanere a contatto, ma di mantenere costanti le attenzioni del Barcellona su di lui e, nel caso, sfruttare qualche distrazione in seguito in altre situazioni proprio grazie alla vena realizzativa del #3 di San Giovanni in Persiceto.
- Prime rotazioni: Belinelli-Abrines (tiratore su tiratore ancora più dinamico, ossia più set lontano dalla palla per liberare il capitano blaugrana), Lundberg-Satoransky (Hackett accoppiato a Laprovittola, sempre con la logica di opporre la maggior fisicità possibile). Prime azioni di transizione pura e, in linea coi numeri della partenza, schiacciata sbagliata di Da Silva da una parte e tripla su ribaltamento di Lundberg dall’altra.
- Virtus che crea poco lontano dalla palla, Virtus che avrà bisogno dello stesso Lundberg del 1Q per tutto il resto della gara per trovare vantaggi POA, a meno di iniziare a introdurre set ad hoc per le ricezioni in post di Shengelia (magari derivanti da un blocco cieco o da un cross match).
2Q
- Inizio di quarto del Barcellona fortemente improntato alla creazione del quarto di campo per l’isolamento di Willy Hernangomez contro Cacok: differenza di stazza notevole, ulteriormente enfatizzata se le spaziature non sono troppo intasate.
- La reciproca marcatura Mickey-Parker ha il difetto, lato Virtus, del mismatch Willy-Cacok sopracitato, ma ha al contempo modo di massimizzare le qualità a rimbalzo offensivo dell’ex Khimki se marcato da un 4 più leggero.
- Anche con la second unit, il vulnus della Virtus non cambia: troppo facilmente si concedono vantaggi nella creazione palla in mano. Dario Brizuela prende e, o lui o i compagni sulle entrate della Mamba Vasca, porta a casa.
- Serve un simbolo per racchiudere l’appannamento offensivo della Virtus del primo tempo? Shengelia riesce a girarsi per la prima volta sul fondo, bruciando in virata Jabari Parker, ma non solo non vede la via libera per il ferro ma cerca una riapertura inesistente in punta. Palla persa (la 9° di squadra in meno di 13′): quante volte si è visto sinora in stagione un Toko così innocuo, ai limiti del deleterio, palla in mano? Il possesso successivo è un jumper di Hackett contestato da 3 uomini del Barcellona nei pressi del tiro libero: quante volte si è visto il play italiano prendersi tiri che non gli appartengono per forzare le variabili offensive della Virtus?
- Toko non creatore dal post basso o dal quarto di campo, ma dalla punta: almeno con Parker, quello è lo spazio che il georgiano pare sfruttare con più profitto. Lo stesso, però, è il fazzoletto di campo che genera meno sbilanciamento collettivo in caso di aiuti o rotazioni.
- Aggressività del Barcellona sulle ricezioni e sul perimetro significa scoprire la linea di fondo. Una scoperta… scoperta dalla Virtus per la prima volta verso la fine del 2Q: il -11 firmato dalla schiacciata volante di Cordinier e il -12 di Dobric potrebbero essere non solo scossa emotiva, ma campanello d’allarme per la difesa blaugrana sul prestare attenzione fin dall’inizio del set della Virtus e non sbilanciarsi immediatamente. Bologna, però, deve farne tesoro.
- Shengelia che penetra a destra e finisce con la mano sinistra con Parker a contestare il layup: quanti Toko si sono visti così confusionari e indecisi da inizio 2023/24?
- La scossa c’è, almeno a livello emotivo: due possessi consecutivi in difesa di Cordinier (tuffo sul palleggio di Laprovittola e stoppata sulla tripla di Da Silva) mostrano che lo spirito non manca. Quella da trovare, piuttosto, è la lucidità nel leggere i vantaggi nella metà campo offensiva (quelli che, per inciso, è magistrale nell’individuare Vesely rispaziandosi in base alla posizione e alla scelta di Dunston o Cacok sulle penetrazioni del Barça). Come, ad esempio, tagliare backdoor sugli aiuti stunt sulle penetrazioni, non intestardirsi nelle iniziative personali dal palleggio e servire i taglianti nel pitturato. Schiacciata di Cordinier per il -10, CVD.




