Ci si aspettava una conferenza stampa con dei contenuti ed effettivamente le parole rilasciate stamattina da Massimo Zanetti non hanno deluso le aspettative. È arrivato l’annuncio dell’addio a Luca Baraldi, che è stata la vera notizia della giornata. Un addio condito da diverse frecciate nemmeno troppo velate e che è sembrato davvero impossibile fino all’ultimo, visto il solidissimo rapporto di fiducia che legava i due. Zanetti, di fatto, aveva sempre avuto al suo fianco il dirigente modenese in ogni sua avventura sportiva degli ultimi quindici anni. Essere arrivati a una rottura del genere, con gli stracci volati in pubblico in questo modo, testimonia di quanto ormai il proprietario virtussino fosse scontento dell’operato del suo AD.
Sul tavolo è finito un po’ di tutto: dalla gestione disastrosa della squadra femminile nell’ultima estate – tematica sui cui Massimo Zanetti è sempre stato estremamente sensibile – a problematiche di budget, al rapporto troppo stretto con giornali e giornalisti fino all’abitudine di farsi eccessivamente condizionare dal parere della tifoseria. Quello che sicuramente si può dire, confermato tra le righe dallo stesso Zanetti, è che l’influenza di Baraldi nei suoi anni virtussini sia troppe volte sconfinata oltre i propri territori di competenza.
E su questo punto Massimo Zanetti ha voluto tracciare una linea di demarcazione netta: la parte amministrativa ora sarà di competenza del nuovo AD, Marco Comellini, mentre della parte sportiva se ne occuperà esclusivamente, anche per quanto riguarda la comunicazione coi media, Paolo Ronci. Evitando, ipse dixit, di avere un’unica persona che faccia tutto. Una divisione dei compiti che non può che essere salutata con favore dal popolo virtussino.
È un primo, importante, passo verso quella che dovrà essere una massiccia riorganizzazione societaria. Impossibile non notare come il convitato di pietra fosse l’altro azionista, proprietario del 45% delle quote, Carlo Gherardi. E ora, sistemata la questione AD e divisione dei ruoli, sarà necessaria un po’ di chiarezza tra lui e Zanetti. Capire chi comanda, se la convivenza potrà andare avanti e se sì, in che modalità. Perché è evidente che fin qua la situazione non abbia funzionato a meraviglia.
Al netto delle rassicurazioni di circostanza, suonate un po’ stonate a tutti, specialmente dopo la richiesta di “collaborazione” alla stampa cittadina, tutto l’ambiente si interroga su quella che sia la reale capacità, prima ancora della volontà, di proseguire mantenendo la squadra sui palcoscenici visti nelle ultime stagioni. Nelle domande ricevute a conferenza stampa terminata, Zanetti ha dato risposte che si prestano a più interpretazioni. Se da un lato è sembrato abbastanza rilassato nel rispondere, dall’altro ha di fatto dichiarato come l’Eurolega sia una competizione che comporta costi molto alti, parlando di come realtà importanti come Valencia e Gran Canaria non vi partecipino. Ha quasi alzato bandiera bianca sul progetto palazzo dello sport. E confermato che Segafredo non sarà più sponsor dal prossimo anno.
Zanetti non è certo sembrato, come anche in passato, peraltro, una persona sull’orlo di mollare. Mentre Gherardi ancora una volta ha mostrato la sua allergia a microfoni e telecamere. La gestione della comunicazione in Virtus è questione annosa, ma il livello di guardia nella preoccupazione dei tifosi è stato raggiunto e superato da tempo. E sempre tenendo conto dei costi che la tifoseria Virtus deve sostenere mediamente, sembra il minimo chiedere chiarezza dal punto di vista della struttura di comando.
Certo, senza dimenticare il primo, non scontato, passo che è stato compiuto oggi.
