Quattro vittorie consecutive in Eurolega, sette se si allarga il conto anche al campionato. La Virtus Bologna si presenta alla settima giornata della competizione europea con un biglietto da visita che pochi avrebbero immaginato a inizio stagione. Stasera, con palla a due alle 18 sul campo neutro di Sofia, la squadra di coach Alex Mumbrù affronta l’Hapoel Tel Aviv, formazione che arriva da Atene dopo aver inflitto al Panathinaikos la prima sconfitta stagionale.
Il paradosso, come scrive La Gazzetta dello Sport, è tutto in un numero: 24,8 anni di età media: quello delle Vu nere è il roster più giovane dell’intera Eurolega. Quando la stagione è cominciata, l’impatto con la competizione sembrava destinato a essere brusco. Nove volti nuovi che, messi insieme, potevano vantare appena 20 presenze nel torneo, di cui 13 firmate da Edwards e 7 da Baldasso.
Per capire la proporzione, basta guardare dall’altra parte: Satoransky e LeDay, due degli uomini chiave dell’Hapoel, ne totalizzano 433. Il budget non manca, difatti il patron degli israeliani Ofer Yannay ha dichiarato una cifra complessiva di 70 milioni, di cui 29 destinati agli stipendi dei giocatori.
Il paradosso dell’Armani e il coraggio della Virtus
Il confronto con l’Olimpia Milano rende ancora più nitido il quadro. L’Armani ha costruito il proprio roster puntando su giocatori navigati: Peters, campione in carica con l’Olympiacos, e Thompson, reduce da una Final Four con Valencia, sommano 420 presenze europee tra loro. Eppure, almeno per ora, non hanno ancora trovato il modo di incidere. La Virtus ha fatto la scelta opposta, e i risultati le stanno dando ragione.
La banda di Mumbrù gioca con una leggerezza e un’intensità che raramente si vedono in squadre così giovani a questo livello.
Carr, Moore, Diarra: i volti di una stagione sorprendente
L’uomo simbolo di questo avvio è Marcus Carr, play canadese di 27 anni arrivato dal Wurzburg. Ha già consegnato alla stagione il momento più memorabile, tra cui il canestro vincente allo scadere contro l’Olympiacos, e si è preso le chiavi della regia come un’estensione naturale del pensiero tattico del suo allenatore.
Accanto a lui, Wendell Moore, 25 anni, prodotto di Duke e scelta al primo giro NBA dove non è riuscito a imporsi. In Eurolega sta trovando la sua dimensione: 20 punti contro il Bayern la sua prestazione migliore, ma soprattutto una presenza silenziosa e decisiva nei momenti che contano, con canestri e palle recuperate cruciali nei quarti periodi contro Olympiacos e Baskonia.
Il caso più sorprendente resta però Aliou Diarra. Il centro maliano, 24 anni, aveva già assaggiato l’Eurolega la scorsa stagione nella sua prima esperienza fuori dall’Africa, ma è adesso che sta esplodendo davvero. In meno di 20 minuti di utilizzo a partita, guida l’intera competizione per stoppate con 2,2 a gara, aggiungendo 11,8 punti e 7,2 rimbalzi di media.
I numeri collettivi confermano l’identità di questa squadra: 39,8 rimbalzi di media (terza in Eurolega), 3,7 stoppate (terza) e 22,5 canestri da due punti a partita (terza). Una squadra fisica, verticale, che non si nasconde. Stasera a Sofia arriva un altro esame.





