CONCLUSIONI
Quello che la Virtus Bologna ha portato avanti è stato un mercato non banale. Trovarsi a dover rimpiazzare tanti giocatori e di tale peso non è operazione scontata, specialmente nel momento in cui si deve fare i conti con una sensibile riduzione del budget. Lo staff bianconero, però, ha dimostrato di sapersi muovere in maniera abile, slalomeggiando bene tra i paletti del mercato. Ne è uscito un roster completamente rivisitato. Ringiovanito, innanzitutto, con Edwards e Vildoza che sono le firme più in vista e Niang candidato al ruolo di nuovo idolo della tifoseria. Soprattutto, è stato condotto un mercato meno legato alle piste battute abitualmente, portando sotto le Due Torri volti nuovi, che sono scommesse, ma con caratteristiche tecniche interessanti e potenziale ancora da esplorare.

Un cambio di passo che si aspettava da tempo. Che con sé porta ovviamente rischi intrinseci, ma dimostra, soprattutto, come a livello gerarchico e organizzativo le cose stiano finalmente iniziando a cambiare. La firma di Diarra, in tal senso, è l’epitome di questo. Un giocatore che fino all’anno scorso sarebbe stato quasi impossibile vedere in bianconero, oggi è invece una fiche che il club bolognese ha scelto di giocarsi. Puntando sulle qualità atletiche e umane del ragazzo, senza farsi spaventare da rischi e preconcetti connessi.
Il nuovo progetto funzionerà? Solo il tempo potrà dirlo. Ma tutto porta a pensare che la Virtus Bologna abbia imboccato una strada diversa, più coraggiosa e lungimirante, capace di garantire entusiasmo alla piazza e aprire scenari che, fino a poco tempo fa, sembravano difficilmente percorribili.
VOTO: 7,5.

Complimenti, articolo di qualità, informazioni dettagliate ma per tutti.
Bravo.
Grazie mille Fabio!