L’occhio constata dal vivo quanto già noto, se non addirittura ovvio. La Virtus Bologna è squadra di un’altra dimensione rispetto alla Pallacanestro Cantù: per profondità del roster e ambizioni, ma anche proprio per fisicità. Così, tra mismatch abilmente sfruttati, supremazia a rimbalzo (42 a 34, 15 a 8 alla voce “offensivi”) e una difesa che riempie gli spazi con volumetrie “Euroleague size” alle quali l’Acqua San Bernardo non è decisamente abituata, l’acciaccatosi Pajola (uscito a fine terzo quarto per una botta alla gamba destra) e compagni prendono rapidamente un vantaggio in doppia cifra che viene poi conservato fino al 77-89 finale.
Alla sesta sconfitta stagionale, seconda al PalaDesio dopo quella con Trapani, Cantù mostra però con relativa continuità una difesa che limita i danni contro la capolista e che potrà assicurare altri risultati contro altre avversarie. Insieme a quella di Ballo (vedi alla voce Mvp), va registrata la positiva prova di un Basile (12 punti, 8 rimbalzi) che alla ritrovata intensità agonistica deve però associare una maggiore rapidità di esecuzione per riuscire davvero a imporsi anche in serie A. Mentre i 15 punti di Bortolani (3/4 da due, 3/9 dalla lunga) possono servire da iniezione di fiducia per ritrovare la sicurezza al tiro mostrata nelle prime giornate di Campionato.
Le pagelle
Cantù: 6. Oppone per tanti minuti una difesa migliore di diverse altre occasioni e non rischia mai l’imbarcata come in altre occasioni. Al netto delle prove e percentuali di alcuni singoli, con 28 assist (9 di Gilyard) certifica anche una fluidità offensiva in crescita. Tutte qualità da coltivare ulteriormente in palestra e rimettere in mostra dopo la pausa.
Mvp: doppia doppia per Oumar Ballo con 23 punti e 10 rimbalzi in 33’. Se lo cerchi, il centrone risponde. Basta ricordarsene anche in futuro…
Da rivedere: per Xavier Sneed solo 9 punti, ma soprattutto solo 5 tiri tentati (2/3 da due, 1/2 nelle triple) in 27’. Logico che abbia su di sé l’attenzione della difesa, ma questa volta si fa limitare troppo (e brillano così meno anche i 4 assist). Dopo 7 minuti di impiego, con 1/2 dalla lunetta e un tiro davvero improbabile dalla media, non si rivede invece più in campo Jordan Bowden, ormai oggetto misterioso di questa Cantù.
Virtus Bologna: 8. E’ più forte e lo fa pesare con autorevolezza, senza mai giri a vuoto. E con tutti a portare il loro contributo esaltando così le già di per sé efficaci rotazioni di coach Ivanovic.
Mvp: top-scorer dei suoi con 18 punti, Casper Edwards è ancora una volta il compattissimo motorino che dà energia a tutta la squadra.
Da rivedere: con cinque in doppia cifra (oltre a quelli di Edwards, 12 e 7 assist per Vildoza, 10 per Alston, Morgan e Diouf), con Jallow perfetto da due (8 punti con 4/4) e con gli altri a riempire in ordine sparso le altre voci in tabellino (9 rimbalzi per Diarra, 7 per Niang; 6 assist per Hackett) senza disdegnare qualche canestro, per i tifosi della Virtus Bologna la voce “da rivedere” può essere solo interpretata in positivo.





