La Virtus Bologna spreca un margine di dodici punti maturato all’intervallo e cede il passo all’Hapoel Tel Aviv. Un KO amaro che, nell’analisi del post-partita di coach Alex Mumbrù, si è consumato attraverso due tronconi di gara nettamente distinti.
Il tecnico spagnolo ha evidenziato la bontà della prestazione offerta nei primi venti minuti, in cui la squadra era riuscita a imporre il proprio ritmo e una solida aggressività su entrambi i lati del campo, come ha dichiarato a il Resto del Carlino:
«Nel primo tempo siamo riusciti a controllare molto bene il ritmo in attacco e anche in difesa, facendo le cose che dovevamo fare.»
Virtus, tre minuti fatali: l’analisi di Mumbrù nel secondo tempo
La svolta in negativo si è verificata al rientro dagli spogliatoi. L’Hapoel Tel Aviv ha alzato l’intensità fin dai primi possessi del terzo quarto e la Virtus non è stata in grado di contenere l’impatto degli avversari, smarrendo la propria fluidità offensiva:
«Sapevamo che l’Hapoel sarebbe rientrato in campo con un altro atteggiamento all’inizio del terzo quarto, e in quei frangenti ci ha punito in diverse situazioni, soprattutto quando abbiamo perso il nostro ritmo.»
Pochi minuti di sbandamento sono bastati per ribaltare l’inerzia del confronto e vanificare l’ottimo lavoro svolto nella prima metà di gara:
«La partita è diventata completamente diversa rispetto ai primi venti minuti e noi non siamo stati pronti, in quei tre o quattro minuti iniziali del terzo periodo, a restare dentro la gara.»
La sintesi finale del tecnico rispecchia l’amarezza per un’occasione persa: «Ci sono state due partite nella stessa gara», a testimonianza di una continuità ancora tutta da ritrovare.





