I primi mesi di campionato
Dopo la burrasca delle prime uscite stagionali la quiete torna più o meno a regnare in casa Virtus, anche se c’è trepidazione per i nuovi nomi che dovranno sostituire gli infortunati. Se Ty-Shon Alexander, arrivato per coprire il buco Mannion, è infatti in squadra già da giorni la società deve comunque trovare dei rimpiazzi ai due freschi lungodegenti. I nomi sono Isaia Cordinier (corteggiato già in estate) e JaKarr Sampson.
Lo statunitense debutterà il 10 ottobre, mentre Cordinier lo vedremo per la prima volta in campo il 16 dello stesso mese, giorno in cui debutta ufficialmente anche Niccolò Mannion. Ciò che più stupisce comunque della stagione nefasta bolognese non sono soltanto i fragili legamenti delle ginocchia dei suoi giocatori, quanto l’incredibile sequela di infortuni di lieve entità che hanno afflitto la società di patron Zanetti, soprattutto in questo periodo.
Solo a cavallo tra ottobre e novembre infatti gli infortuni di lieve entità sono i seguenti:
-10 ottobre, Teodosic e Jaiteh giocano la loro ultima partita fino al 27 ottobre;
-Il 27 ottobre Sampson si ferma fino al 10 novembre;
-10 novembre, Belinelli si ferma fino al 5 dicembre.
Successivamente arrivano in ordine le tegole di Mannion, Hervey e Cordinier. Il giovane talento italiano si ferma per un problema alla schiena che lo terrà fuori fino al 12 gennaio. Hervey cadrà a terra durante un’azione in post il 5 dicembre contro Sassari, durante la prima azione della partita. Gli esami diranno lesione al menisco laterale del ginocchio destro, rientro programmato per febbraio, probabilmente mercoledì contro Valencia. Cordinier è invece rientrato il 9 gennaio nella vittoria contro Reggio Emilia da una distorsione alla caviglia occorsa nello stesso match del 5 dicembre.
Date che si incrociano quindi, giocatori che si fermano e giocatori che ripartono, con i pochi superstiti che nel corso di questi mesi sono stati chiamati a fare degli straordinari ed a caricarsi di responsabilità normalmente non loro. Ne è un esempio Michele Ruzzier, che ha elevato il suo gioco fino al picco del derby nei preziosi minuti concessigli dalle rotazioni accorciate. Minuti che occupa ancora, vista l’iperestensione che Teodosic si è procurato il 9 gennaio scorso, e che lo ha tenuto lontano dal parquet per un mesetto, con il rientro che anche per lui dovrebbe essere questo mercoledì. E’ inoltre notizia degli ultimi giorni che Belinelli e Sampson hanno contratto il Covid-19 e saranno fuori dalle rotazioni fino a data da destinarsi.
Il futuro, i rientri, le incertezze
Davanti all’evidente sfortuna che aleggia tra i corridoi della Segafredo Arena una domanda sorge spontanea: quando li vedremo al completo? Ed attenzione questa è l’unica domanda lecita al momento. Non possiamo infatti interrogarci sul valore del roster, o sul suo status da contender, non avendolo visto praticamente mai al completo. Al massimo, considerando i risultati e le prestazioni messe in campo, la prospettiva di una Virtus sana dovrebbe impaurire le avversarie.
A scanso di ulteriori infortuni dovremmo vedere una Virtus di nuovo al completo (eccezion fatta per i lungodegenti) nel corso delle Final Eight di Coppa Italia. Detto del rientro di Hervey e Teodosic e sperando nella negativizzazione dei due quarantenati. Dopo la trasferta a Varese infatti soltanto Valencia e Sassari separano la Virtus dalla competizione di Pesaro.
Non è sempre oro ciò che luccica però, e ci sarà da considerare le condizioni fisiche del roster. Coloro che ci sono sempre stati sono infatti visibilmente stanchi, primo su tutti Alessandro Pajola, che considerando la cavalcata olimpica gioca ininterrottamente da più di un anno. Niccolò Mannion non ha ancora ritrovato la condizione e sembra non star spingendo sull’acceleratore, nonostante il talento cristallino che si porta dietro. In questa situazione Alexander e Sampson sembrano ormai ufficialmente in difficoltà nel nostro campionato, con il secondo che ora dovrà affrontare anche il virus.
Ty’Shon è chiaramente un talento più difensivo che offensivo e non è scontato vederlo lontano da Bologna prima della fine della stagione. I continui infortuni dei suoi compagni infatti condizionano sicuramente il nostro giudizio su di lui. Le spiccate doti nella propria metà campo non riescono a brillare agli occhi dei tifosi quando dall’altra parte c’è un 32,9% di media dal campo. Nella Virtus al completo le responsabilità offensive saranno lontane dalle sue mani e il numero 15 risulterà non poco utile alle rotazioni virtussine. Fino al rientro di Abass, previsto per fine marzo, il talento di Alexander potrebbe risultare importante, soprattutto considerando il tempo che Awudu dovrà impiegare per prendere di nuovo confidenza con il campo.
