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Legabasket: Josh Perkins e Brindisi, un amore mai sbocciato

Marco Marini by Marco Marini
7 Feb 2022
in Podcast
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Legabasket: Josh Perkins e Brindisi, un amore mai sbocciato
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La notizia era nell’aria da un po’ di tempo. Le sensazioni non buone sin dall’inizio della stagione. Ma la fine del rapporto tra Josh Perkins e l’Happy Casa Brindisi è arrivata comunque come qualcosa di inaspettato. Ieri sera, poco prima della gara contro Reggio Emilia, il play americano è stato dichiarato “out per scelta tecnica”. Una decisione dubbia, che infatti ha portato poche ore dopo alle ufficialità. Come confermato da Emiliano Carchia, le due parti hanno deciso di terminare anticipatamente il contratto e “il Perkins piccolo” si unirà al Petkimspor, squadra della prima lega turca.

In estate l’acquisto di Josh Perkins era stato visto come la punta di diamante del mercato dell’Happy Casa Brindisi. Un altro possibile grande colpo di Vitucci e Marino. Dopo la partenza di Darius Thompson in direzione Russia, l’ex Gonzaga era chiamato a raccogliere le chiavi dell’attacco della Stella del Sud. Una responsabilità sicuramente molto importante, all’interno di una squadra che l’anno scorso era stata la seconda forza della regular season di LBA. Nonostante questo, il play aveva dimostrato di avere tutte le potenzialità per reggere questo peso. Facilitatore di gioco, maestro del pick n’roll. Perkins aveva fatto vedere soprattutto a Gonzaga tutte le proprie qualità, riuscendo ad adattarsi bene anche nel primo anno europeo tra Polonia e Belgrado.

La realtà dei fatti è stata però tutt’altra. Il giocatore nativo di Denver non è mai stato in grado in questa stagione di essere davvero un fattore chiave per la propria squadra. Troppo incostante in qualsiasi aspetto del proprio gioco, con una tendenza quasi preoccupante a svanire nel corso della gara. Nonostante medie non terribili, da 10.3 punti e 5.9 assist a partita, Perkins non ha fatto il salto di qualità che gli veniva chiesto da Brindisi. Sicuramente da un lato il giocatore ha pagato l’inesperienza in campo europeo, vista anche la scorsa stagione turbolenta. Dall’altro hanno pesato troppo delle scelte prettamente tecniche opinabili, un decision making tutto da rivedere. Il piccolo Perkins è stato in grado di far impazzire i propri tifosi con triple senza senso e segnate da distanze siderali, ma solo in pochissime occasioni.

Un giocatore da amare o da odiare, questo poco ma sicuro. Come altrettanto sicuro è il fatto che l’amore con Brindisi non sia veramente sbocciato. Un grande peccato, per un giocatore che ai nastri di partenza si presentava come uno dei talenti più interessanti da seguire in tutto il campionato. Proprio per questo era infatti finito negli sfortunati prescelti del quintetto flop della prima parte di stagione. La coppia dei due Perkins ha fatto sognare i tifosi brindisini in offseason, ma nella realtà dei fatti è rimasta solo una delusione cocente.

Ora l’ex Gonzaga avrà l’opportunità di rifarsi nella massima serie turca, seppur in una squadra che non sta vivendo un momento di ottima forma. Il record di squadra del Petkimspor recita infatti 3-17, ultimo in campionato. Nel roster della squadra di Smirne Josh Perkins troverà anche due vecchie conoscenze del campionato italiano come Gary Browne e Peyton Aldridge. Tutti giocatori arrivati in Legabasket con le possibilità per fare bene, ma che per un motivo o per un altro non hanno saputo rendere al massimo delle proprie capacità. Chissà che questa nuova esperienza non sia l’inizio di un percorso tutto nuovo per “il Perkins piccolo”, il tempo è a suo favore.

Tags: Happy Casa BrindisiJosh Perkins
Marco Marini

Marco Marini

Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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