In occasione della presentazione della Coppa Italia, il direttore generale della Virtus Pallacanestro Bologna, Paolo Ronci, ha tracciato la linea in vista della competizione: determinazione, cambio di mentalità e programmazione.
“Siamo una delle otto contendenti e proviamo a cambiare l’approccio”, ha dichiarato Ronci, ribadendo come il trofeo rappresenti un obiettivo sentito dalla proprietà e dall’ambiente bianconero.
Coppa Italia, una nuova mentalità
La Virtus si presenta alla Final Eight con la consapevolezza di poter competere. L’obiettivo non è solo partecipare, ma alzare il livello dell’atteggiamento e della continuità mentale in una competizione che spesso si decide sui dettagli.
Ronci ha voluto trasmettere fiducia, ma senza proclami: la squadra c’è, ora serve dimostrarlo sul campo.
Mercato sì, ma con visione
Ampio spazio anche al tema mercato. Il dirigente è stato chiaro: niente mosse affrettate.
“Abbiamo fatto esperienza negli anni passati, l’innesto si fa se vale la pena e se può portare miglioramenti”, ha spiegato, sottolineando come in passato la fretta non abbia sempre prodotto i risultati sperati.
La linea è precisa: operazioni mirate, sostenibili e con uno sguardo al futuro, non interventi tampone legati all’emergenza del momento. Una strategia che punta alla stabilità e alla crescita strutturale del club.
Il ritorno di Pajola e la gestione degli infortuni
Sul fronte campo, Ronci ha evidenziato il rientro di Alessandro Pajola, elemento chiave negli equilibri difensivi e nella leadership del gruppo.
“In salute ce la giochiamo con tutti”, ha affermato, ribadendo come gli infortuni abbiano inciso nel corso della stagione ma senza compromettere le ambizioni della squadra.
La parola d’ordine resta calma: la stagione è lunga e servirà gestire energie e rotazioni con equilibrio.
Il valore degli italiani
Un passaggio significativo riguarda l’identità del roster. Ronci ha rimarcato l’importanza di avere un nucleo solido di giocatori italiani:
“Gli italiani danno identità, aiutano gli stranieri ad ambientarsi”.
Una filosofia che punta sulla continuità, sull’appartenenza e sulla costruzione di un gruppo riconoscibile, capace di mantenere uno zoccolo duro nel tempo.
Programmazione e ambizione
Le parole del direttore generale delineano un progetto chiaro: competitività immediata, ma senza sacrificare la visione a lungo termine. La Coppa Italia rappresenta un banco di prova importante, ma anche un’occasione per consolidare mentalità e struttura.
La Virtus vuole esserci. E questa volta, con un approccio diverso.
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