La Virtus Bologna fatica a costruire un buon pacchetto di italiani per la prossima stagione. Al momento sono solamente sei, con invece ben nove stranieri. Come riporta Il Corriere dello Sport, sarà questa la probabile composizione della rosa 26/27 scelta dalla società bianconera, che invece da anni aveva fatto del made in Italy una scelta identitaria precisa, non una semplice necessità.
Del blocco azzurro della passata stagione salutano infatti Alessandro Pajola, diretto alla Stella Rossa, Nicola Akele, che approderà all’Olimpia Milano, e Saliou Niang, pronto al salto oltreoceano in NCAA.
L’esperienza di Hackett, ancora un punto fermo
Daniel Hackett, 38 anni, ha chiuso un’altra stagione da protagonista. Non senza fatica: le difficoltà della squadra e gli infortuni altrui lo hanno costretto a restare in campo più di quanto sarebbe stato ideale, caricandolo di un peso extra. Eppure l’ex CSKA ha retto, e nella prossima stagione manterrà il suo ruolo di riferimento. Il bagaglio tecnico e umano accumulato in carriera lo rende ancora una risorsa concreta, non solo simbolica.
Momo Diouf ha offerto lampi di buon livello in Eurolega, alternando momenti eccellenti a fasi più discontinue. Il potenziale c’è, la continuità resta la variabile da risolvere.
Ferrari, Casarin e Baldasso: il futuro passa da qui
Francesco Ferrari ha convinto fin dal suo arrivo nella scorsa stagione, mantenendo le promesse iniziali. Quando i problemi della squadra si sono fatti più pressanti, la società ha scelto di non gravarlo di troppe responsabilità, tenendolo lontano da minutaggi eccessivi. Ora sembra pronto per un passo avanti più deciso.
Davide Casarin arriva da una stagione di crescita a Cremona. Ancora giovane, con margini di miglioramento evidenti, ha dimostrato in LBA di saper fare canestro e di poter usare la sua fisicità in difesa. A Bologna dovrà ritagliarsi spazio in un reparto già occupato dai nuovi arrivi Rasheed Bello e Marcus Carr: non sarà semplice, ma la concorrenza è parte del percorso.
Tommaso Baldasso porta con sé una storia particolare con Bologna: in una delle finali scudetto vinte da Milano fece male proprio alla Virtus, e in città ha vissuto stagioni intense sulla sponda della Fortitudo. Un profilo con vissuto, che conosce bene l’ambiente.
Il sesto italiano della lista sarà un giovane chiamato a guadagnarsi ogni minuto sul parquet.
