Questione mercato che in casa Virtus Bologna è più che mai d’attualità dopo il grave infortunio di Will Clyburn. L’assenza dell’ex Efes, aggiungendosi a quelle di Shengelia e Zizic, ha messo a dura prova le rotazioni di coach Dusko Ivanovic. Che, va detto, ha superato in maniera positiva questo periodo, ma non può certo pensare di continuare la stagione con determinate assenze. Con il rientro ormai prossimo di Shengelia e Zizic che andrà a ridare minuti e qualità alla rotazione lunghi, l’attenzione ora è tutta riposta sul sostituto di Clyburn.
La Virtus si è trovata di colpo senza il secondo giocatore per numero di possessi gestiti, che al di là delle difficoltà avute, era comunque un punto di riferimento della squadra e in campo garantiva sia presenza fisica che un aiuto non banale nella gestione del pallone. Chiaro che attualmente la necessità sia quella di trovare un buon surrogato, che possa dare prima di tutto supporto al trio Pajola-Hackett-Morgan nella gestione del pallone e magari avere anche la stazza buona per dare una mano nel pitturato.
Un identikit bellissimo da descrivere ma molto meno semplice da trovare sul mercato, specialmente a stagione in corso. Ragionamento che si scontra con le ristrettezze economiche dovute anche al fatto che nessun giocatore del roster attuale sia in uscita, a maggior ragione dopo che Ivanovic ha riaccolto in rotazione Rayjon Tucker.
È girato il nome di Xavier Sneed, ex Brindisi attualmente in Israele che non ha particolarmente scaldato il cuore del coach serbo. In queste ore si parla di Edmond Sumner, qualche nome è stato proposto ma senza suscitare grandi interessi. L’impressione è che la ricerca sia effettivamente molto complicata, a maggior ragione considerando quanto oggi sia ancora più complesso portare in Europa giocatori in uscita dal giro NBA/G-League.
LA CRESCITA DI GRAZULIS INVECE DI UN INNESTO
Come detto, la squadra ha dovuto adattarsi all’emergenza e fin qua lo ha fatto molto bene, con alcuni giocatori che dall’arrivo di Ivanovic hanno visto crescere i propri minuti in campo e il proprio apporto. Il principale beneficiario della situazione è stato indubbiamente Andrejs Grazulis, che dal cambio di panchina ha visto i suoi minuti passare da poco più di otto a incontro a oltre venti, considerando sia campionato che coppa. Ivanovic ha dimostrato da subito di gradire le caratteristiche del giocatore, che viene usato in entrambi gli spot di lungo. Mostrando la conosciuta capacità di fare male col tiro, ma anche movimenti nei pressi del canestro di ottima fattura. E questa è certamente una buona notizia, anche per il futuro della Virtus Bologna.

Ugualmente, nelle dieci partite di assenza di Shengelia, Achille Polonara ha aumentato il proprio rendimento, avendo più responsabilità in attacco ma tenendo ottima efficienza, almeno offensiva: 1.22 punti per possesso e 42% al tiro da tre punti.
La problematica vera, specialmente con l’assenza di Zizic, è stata ritrovarsi con un solo vero lungo di ruolo, peraltro alla prima esperienza in Eurolega, ossia Momo Diouf. Una situazione che, specialmente in Europa, è davvero difficile da sostenere e richiede un grande contributo corale di tutta la squadra. Ma sulla questione lungo sembra ormai abbastanza chiaro che non ci sia l’intenzione di rivolgersi al mercato, essendo un capitolo aperto praticamente da settembre.
LA ROTAZIONE ESTERNI NECESSITA DI UN AIUTO
Sugli esterni la situazione è forse ancora più critica, anche perché numericamente non c’è un giocatore che sembra poter fare il salto operato da Grazulis. Grande peso è ricaduto sulle spalle di Cordinier e Belinelli. Con il primo che ha già dimostrato più volte di non essere al meglio nel ruolo di primo riferimento offensivo e il secondo che sta facendo grande fatica al tiro, almeno in Europa.
Pajola si sta confermando come un giocatore di altissimo livello difensivo, in attacco in crescita e sempre più affidabile al tiro (vicino al 40% da tre punti in situazioni di spot up), ma non è l’uomo a cui chiedere bottini consistenti. Hackett sente indubbiamente il peso degli anni e Morgan alterna, anche all’interno delle stesse partite, momenti eccellenti ad altri di gran confusione.
Non a caso la partita della settimana scorsa con Baskonia ha mostrato i classici alti e bassi di una squadra che al momento in attacco non ha certezze e può trovarsi a cavalcare, specialmente in casa, minuti di entusiasmo, seguiti da improvvise secche.
La sensazione è che il buon andamento dell’ultimo periodo stia aiutando la Virtus Bologna a sopportare l’attesa sul mercato. Ma con la Coppa Italia, obiettivo dichiarato, a un mese di distanza e che metterà subito di fronte l’Olimpia Milano, e il ritmo delle partite che non calerà di certo nel mentre, appare evidente che un innesto sia necessario. Per non arrivare al momento clou della stagione con la spia della riserva già lampeggiante.




