IL CAMPIONATO, REGNO DI NICO E BELI
Come detto, la musica in campionato è completamente diversa. La Virtus veleggia a quota nove vittorie e zero sconfitte. La maggior parte dei successi sono arrivati con margini abbondanti e anche quando non è stato così non sono mai serviti sforzi eccessivi per portare a casa il referto buono.
Si badi bene che questo è un merito non indifferente dei giocatori. Mettersi in condizione di poter minimizzare lo sforzo durante gli impegni di campionato è una delle chiavi per poter arrivare al meglio nelle partite di Eurolega.
Ovviamente si è visto tantissimo turnover. Ad ogni gara Scariolo lascia a sedere dai due ai quattro giocatori che sono in rotazione fissa in campo europeo. Ma con un roster così lungo è necessario. Anche perché serve a dare minuti e condizione a due giocatori dal nome pesante, che al momento sono fuori dalle rotazioni di Eurolega: Nico Mannion e Marco Belinelli.
La sensazione è che Mannion, a livello di campionato italiano, abbia messo assieme tutte le pagine del libro: uno contro uno incontenibile, fiducia nel tiro che aumenta la sua gravità sulla difese, avversari che non arrivano in tempo al ferro per contestarlo.
Non casualmente sono gli unici due ad aver disputato tutte le partite di Legabasket e stanno rendendo in maniera egregia. Entrambi sono in doppia cifra di realizzazione, entrambi sopra il 40% da tre punti ed entrambi hanno già risolto più di una partita con le proprie giocate.
Mannion ha un primo passo non arrestabile per il campionato italiano, amplificato dal fatto che, con più fiducia in sé, sta trovando continuità nel tiro da fuori. Belinelli, invece, in Italia riesce a creare quella separazione necessaria per far partire un tiro ancora mortifero. Separazione che, al momento, contro le difese di Eurolega non sta riuscendo a generare. Rendendolo insostenibile in campo, se pesato al netto delle difficoltà difensive.
È chiaro che vedere due giocatori così brillanti il week end fa pensare a quanto potrebbero aiutare nelle partite di Eurolega una squadra che qualche problema di profondità, qualitativa più che numerica, lo ha evidenziato. Ma la differenza di impatto fisico tra le due competizioni è spaventosa.
E se per Belinelli si tratta di una fisiologica difficoltà dovuta anche all’età non più verdissima, con Mannion si entra nel campo di una taglia fisica non semplice da gestire contro certe difese. Specialmente nel momento in cui il rosso ex Arizona University non ha ancora pienamente sviluppato le capacità di concludere al ferro e di scaricare la palla ai compagni, una volta creato il vantaggio dal palleggio.
Il tocco sulla palla è sempre morbidissimo: se riesce a crearsi uno spazio minimo per far partire il tiro Marco Belinelli resta uno dei tiratori più letali del continente.
Come detto in apertura, però, il calendario della Virtus in Italia è stato fin qua piuttosto morbido. Eccezion fatta per la trasferta Varese, i bianconeri non hanno incontrato nessuna delle prime squadre in graduatoria. E se ancora per un turno, il prossimo in casa con Scafati, le cose non si complicheranno, da quello successivo a valanga arriverà una serie di partite che faranno la tara definitiva alla V Nera: doppia trasferta a Brescia e Pesaro, big match casalingo con Milano, trasferta a Tortona, in casa con Venezia e trasferta a Brindisi per chiudere. Il tutto in poco più di un mese in cui Teodosic e compagni avranno la testa particolarmente impegnata a tenere dritta la rotta in Europa.
La situazione al termine di questo ciclo darà, probabilmente, risposte forti a quello che sarà il resto della stagione virtussina.
