LA GESTIONE DEI VANTAGGI, UN PROBLEMA DA RISOLVERE
Il dato, invece, su cui la squadra deve crescere è quello della costanza all’interno della partita. La Virtus ha toccato vantaggi in doppia cifra all’interno della gara in otto occasioni su undici incontri. Un numero che di per sé testimonia il potenziale della squadra. Ma per quattro volte non è riuscita a portare a casa i due punti, subendo rimonte nelle partite sopra citate con Zalgiris, Asvel e Panathinaikos, oltre che all’ultimo turno contro la Stella Rossa, quando, al netto di una sconfitta abbastanza chiara nel secondo tempo, l’impatto con la gara era stato eccellente.
E, inoltre, in almeno altre due occasioni i bianconeri hanno seriamente rischiato di bruciare vantaggi, rispettivamente, di tredici punti col Bayern (66-63 il finale), di sedici col Real (91-95) e di quindici punti con Milano (64-59).
Sulla questione della maturità nei momenti cruciali, Scariolo è stato molto chiaro dopo la sconfitta con l’Efes
Sappiamo bene che l’Eurolega ha un livello tale per cui una vittoria non è quasi mai al sicuro prima della sirena finale. Ma di sicuro la Virtus sta pagando il proprio pegno all’inesperienza e al fatto aver potuto schierare Toko Shengelia per 38’ totali.
Tra i singoli da segnalare sicuramente la continuità di Iffe Lundberg (11.6 punti in 24’). Maltrattato dalla difesa della Stella Rossa nell’ultimo incontro, ma che fin qua è stato il giocatore più continuo dei bolognesi. Il tiro da tre fin qua è stato ondivago (31%), anche in conseguenza del fatto di dover giocare spesso palla in mano. Cosa che lo porta a prendere diversi tiri dal palleggio, decisamente più complicati del tiro piedi per terra e sui quali al momento registra un 6/26 da dietro l’arco.
Semi Ojeleye ha avuto lampi accecanti di prepotenza fisica e sembra sempre più calato nel contesto di gioco FIBA. In doppia cifra quattro volte nelle ultime cinque partite, sfiora il 50% da tre su quasi tre conclusioni a partita, sta dimostrando di essere opzione percorribile in post basso e in difesa si è confermato pezzo cruciale per una squadra che nella propria metà campo è tra le Top 5 della competizione. Peraltro, al momento, stante la perdurante assenza di Shengelia, sta venendo usato parecchio da quattro, con risultati alterni.

Con Milos Teodosic, invece, è sempre fondamentale il lavoro di bilancino di Scariolo e il suo staff tecnico per riuscire a massimizzare i minuti in campo (15 di media fin qua, +4 di plus/minus medio, migliore della squadra) in cui è riesce a dare quel plus che nessun altro uomo a roster può garantire.
Non superando quella soglia di tempo di gioco che rischia di renderlo, nel giro di poche azioni, un pericolo per se e la squadra (si veda l’espulsione contro l’Efes). Le sue cifre parametrate su 36’ sono esilaranti: 20.3 punti e 11.1 assist di media con 6.6 palle perse. Il classico esempio del giocatore da fare uscire dalla panchina una volta per tempo a spaccare le partite.
