La Virtus Bologna impatta la serie in gara 2 vincendo un’altra partita molto fisica contro l’Olimpia Milano, riportando in parità la serie. I biancorossi partono meglio toccando il +13 ma mancano i colpi del KO e si vedono rimontare da una Virtus guidata da Pajola e Shengelia. 72-64 il finale.
Shengelia
La vittoria della Virtus in gara 2 parte inevitabilmente dal suo uomo principale. Shengelia, come in gara 1, gioca una grande partita e ancora una volta punisce l’accoppiamento difensivo con Mirotic.
Fondamentali le sue percentuali da fuori per punire le scelte difensive di Milano. Banchi gioca numerosi pick and roll con lui come bloccante per sfruttare l’accoppiamento con Mirotic. Il giocatore montenegrino giustamente rimane dentro, ma se Toko punisce così è tutta un’altra serie per la Virtus.
Ed è proprio da queste percentuali che si è generato parte dell’attacco Virtus. Ricezioni dinamiche nel punire sempre la posizione di Mirotic, il quale non ha proprio il passo per rimanere con lo Shengelia di queste due prime partite.
Protezione del ferro
Se la difesa sul pick and roll di Milano non ha funzionato in maniera continuativa, stessa cosa non si può dire del contenimento nelle situazioni di post-up e del gioco interno. La difesa dell’Olimpia sta facendo un ottimo lavoro sul gioco interno della Virtus, a partire dal contenimento di Shengelia in quella situazione.
Come possiamo vedere dalla clip, Mirotic è un difensore sospetto quando deve muoversi più del dovuto, mentre riesce a contenere i danni quando invece ha una difesa statica dal post. riuscendo spesso a sporcare il tiro con le sue lunghe leve. Inoltre, Milano sta facendo un ottimo lavoro anche sui cambi in quella situazione grazie all’apporto di Devon Hall.
Il giocatore americano è stato fondamentale nel tenere botta fisicamente tra gara 1 e 2 nelle situazioni di post-up.
Le scelte difensive di Bologna
Uno dei principali adeguamenti di Banchi in gara 2 è nelle scelte difensive ancora più estreme per togliere la palla dalle mani degli scorer milanesi.
Fondamentale il lavoro di Pajola nel togliere le ricezioni a Napier e costringere Milano a giocare il pick and roll con altri giocatori. Inoltre, nelle situazioni in cui è Shields a giocare il gioco a due la Virtus sceglie di ruotare un terzo uomo dal lato debole per costringere allo scarico il giocatore danese.
Battezzati in maniera evidente Hall, Tonut, Hines e Melli. Se in gara 1 i big dell’Olimpia avevano fatto la differenza, in gara 2 Banchi ha sfidato gli uomini di Messina a vincerla con altri elementi.
Tonut vs Belinelli
Una delle cose che ha funzionato meglio nell’attacco di Milano nel primo tempo sono state le iniziative di Tonut. L’ex-Reyer è il giocatore su cui Banchi ha deciso di nascondere Belinelli difensivamente e può essere un punto utile per l’Olimpia per sviluppare attacco.
Nei primi possessi della partita l’Olimpia ha sfruttato molto bene questa situazione tecnica, salvo poi dimenticarla nel resto della partita. In una serata in cui le prime opzioni offensive hanno latitato poteva essere una valvola di sfogo da cavalcare maggiormente. Sarà oggetto di valutazione in ottica gara 3?





