La stagione 2025/2026 della Virtus GVM Roma 1960 si è conclusa soltanto da pochi giorni, ma l’amarezza per il traguardo sfumato è ancora difficile da smaltire. Dopo aver disputato un campionato di altissimo livello e aver lottato fino all’ultimo possesso per il salto di categoria, la formazione capitolina è stata costretta a rinviare ancora una volta l’appuntamento con la Serie A2. La sconfitta nello spareggio promozione contro la Elachem Vigevano, disputato all’Unieuro Arena di Forlì, ha infatti spento il sogno giallorosso proprio sul più bello. Un epilogo doloroso per una squadra che era arrivata a un passo dall’obiettivo già nella finale playoff contro Montecatini, persa soltanto al termine di una serie combattutissima. Una battaglia punto a punto che ha visto molti appassionati dover sfruttare uno dei bonus senza deposito disponibili per il basket e gli altri sport data la grande incertezza su chi potesse agguantare la promozione. Un tira e molla durato fino a gara 5 non a caso. Nonostante la delusione, però, in casa Virtus prevale la consapevolezza di aver costruito un progetto competitivo e destinato a rimanere protagonista anche nella prossima stagione.
Un percorso straordinario dal finale amaro
Se ci si limita al risultato finale, la stagione della Virtus Roma potrebbe sembrare una semplice occasione mancata. In realtà il percorso compiuto dalla squadra di Matteo Mecacci merita di essere analizzato nella sua interezza. I capitolini hanno disputato un campionato di vertice, confermandosi tra le realtà più solide dell’intera Serie B Nazionale. Nel corso della stagione la Virtus ha mostrato continuità di rendimento, profondità di roster e una forte identità tecnica, elementi che le hanno consentito di arrivare fino alle battute decisive della post-season.
Il primo grande ostacolo è arrivato nella finale playoff contro Montecatini. Una serie equilibrata, intensa e spettacolare che si è protratta fino a gara 5, dimostrando quanto il livello tra le due squadre fosse estremamente vicino. La sconfitta ha rappresentato un duro colpo, ma il regolamento offriva ancora una seconda opportunità attraverso lo spareggio promozione contro Vigevano. Quella di Forlì era dunque una sorta di ultima chiamata per la Serie A2. Una partita secca, senza possibilità di appello, nella quale ogni dettaglio avrebbe potuto fare la differenza. E proprio i dettagli hanno finito per condannare la formazione romana.
Cosa è mancato contro Vigevano?
Nello spareggio perso contro Vigevano sono emersi alcuni aspetti che hanno impedito alla Virtus di completare la propria rincorsa. Il punteggio finale di 71-67 racconta una partita rimasta aperta fino agli ultimi secondi. Roma ha inseguito praticamente per tutta la gara, chiudendo sotto anche i primi tre quarti sul 21-15, 40-35 e 54-47. La squadra di Mecacci ha comunque avuto il merito di non arrendersi mai. Nel finale i giallorossi erano riusciti a risalire fino al -2 grazie a un canestro di Spanghero, riaprendo completamente il discorso promozione.
A fare la differenza sono stati però alcuni numeri molto significativi. Innanzitutto le 20 palle perse, un dato enorme per una partita di questo livello. Ogni possesso regalato agli avversari ha interrotto il flusso offensivo della Virtus e concesso opportunità preziose a Vigevano. Altro fattore decisivo è stato il tiro da tre punti. Roma ha chiuso con un modesto 7/27 dall’arco, percentuali troppo basse per una sfida così equilibrata.
Ha pesato enormemente anche l’assenza di Yancarlos Rodriguez. Il playmaker dominicano aveva chiuso anzitempo la stagione a causa di una lussazione alla spalla sinistra e la sua mancanza si è fatta sentire soprattutto nei momenti più delicati dell’incontro. Rodriguez non è solo il capitano della Virtus, ma anche un leader tecnico ed emotivo della squadra. La sua capacità di gestire il ritmo e prendersi responsabilità avrebbe potuto fare la differenza
Nei secondi conclusivi, Roma ha pagato anche alcuni episodi sfavorevoli. Sul 69-66 per Vigevano, i lombardi hanno conquistato due rimbalzi offensivi consecutivi dopo tiri liberi sbagliati, impedendo ai giallorossi di avere il possesso che avrebbe potuto portare al pareggio o addirittura al sorpasso. Piccoli dettagli, ma spesso sono proprio questi a decidere una stagione.
L’anno prossimo la promozione sarà davvero alla portata?
La domanda che oggi si pongono tifosi e addetti ai lavori è inevitabile: la Virtus Roma riuscirà finalmente a completare il salto di categoria nella prossima stagione? Le basi per essere ottimisti sembrano esserci. A differenza di molte società che puntano tutto su una singola annata, il progetto giallorosso appare costruito con una prospettiva di medio-lungo periodo. La società ha dimostrato solidità organizzativa, il gruppo tecnico ha valorizzato il roster e l’ambiente continua a mostrare entusiasmo e partecipazione.
Naturalmente sarà fondamentale capire quali saranno le scelte di mercato estive e se il nucleo principale della squadra verrà confermato. Molto dipenderà anche dalle condizioni di Rodriguez e dalla capacità della società di mantenere alto il livello competitivo del roster. Ciò che emerge chiaramente è che la Virtus non è stata travolta dagli avversari né si è trovata lontana dall’obiettivo. Al contrario, è arrivata a pochi possessi dalla promozione. Non a caso, al termine della sfida contro Vigevano, il direttore sportivo Ivan Belletti ha voluto allontanare qualsiasi riferimento a un fallimento. La sua analisi fotografa bene il momento vissuto dall’ambiente romano: “Questa è una delusione enorme, squadra, società e tifosi, ma il fallimento è un’altra cosa. Siamo arrivati a un centimetro da vincere il campionato e a lottare senza il nostro miglior giocatore”. Il sogno A2, dunque, più che infranto sembra semplicemente rimandato. E se il progetto continuerà a crescere con la stessa ambizione mostrata negli ultimi mesi, la prossima stagione potrebbe davvero essere quella giusta per riportare la Virtus Roma nel basket che conta.
