La terza volta porta fortuna, dice il proverbio. Ma per Wade Baldwin, la magia è arrivata al quarto tentativo. Dopo anni di delusioni ai playoff, il playmaker di Fenerbahce Beko Istanbul ha finalmente conquistato la sua prima Final Four di Eurolega, con il biglietto per Abu Dhabi già in tasca. Ne ha parlato a Basketnews:
“Sì, tutto risale a quando ero al Bayern, persa gara-5 contro Milano. Poi il primo anno al Maccabi, altra gara-5 persa contro Monaco. E l’anno scorso, fuori per infortunio in gara-1, ma la squadra è arrivata comunque a gara-5 contro il Panathinaikos,” ha raccontato Baldwin a BasketNews.
“Era come se fossero tre gara-5. Sempre lì, a una partita, un tempo, un quarto di distanza. E ora finalmente ho superato quell’ostacolo nel mio sesto anno in Europa. Non ho ancora 30 anni. Spero ce ne siano molte altre.”
Questa volta, invece, Fenerbahce ha spazzato via il Paris Basketball con uno sweep che non ha lasciato dubbi. Baldwin ha avuto un ruolo centrale nella serie: 11.3 punti, 4 assist, 2.3 rimbalzi e 12.7 di valutazione media, con tanto di canestro decisivo in gara-1.
La mentalità vincente
“Solo resilienza, durezza, concentrazione,” ha descritto Baldwin. “Quando sei avanti 2-0, è facile rilassarsi. Ma la mentalità era chiara: ‘siamo qui per un giorno, vinciamo e ce ne andiamo’.”
L’obiettivo era chiaro sin dall’inizio della stagione: arrivare alle Final Four, e Fenerbahce lo ha raggiunto con determinazione. Ma ora, ad Abu Dhabi, la storia cambia. Baldwin, però, sa cosa serve.
“Dobbiamo solo giocare come sappiamo. Credo che uno dei motivi per cui sono qui è proprio trovarmi in questa posizione.”
Un nuovo ruolo per il bene della squadra
Nonostante fosse reduce da due selezioni All-EuroLeague, Baldwin ha accettato un ruolo secondario. Dopo aver iniziato da titolare nelle prime 13 partite, da febbraio è diventato un cambio dalla panchina. Una decisione difficile, ma presa con maturità.
“Avevo due opzioni. Pensavo di essere una stella, un titolare. Ma ho deciso in estate che avrei fatto tutto ciò che serviva per vincere,” ha detto con sincerità.
“Ho sacrificato minuti, ruolo, parte del mio gioco. Ma era questo il motivo per cui sono venuto qui.”
Una scelta che potrebbe rivelarsi decisiva nella corsa al titolo. La disponibilità di Baldwin a mettere da parte l’ego per il bene della squadra è il simbolo dello spirito che anima Fenerbahce in questa stagione: unità, sacrificio e fame di vittoria.
