Home Lega Basket Werther Bellinaso sul podio europeo: «Dietro questo argento ci sono tanti sacrifici»

Werther Bellinaso sul podio europeo: «Dietro questo argento ci sono tanti sacrifici»

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Werther Bellinaso
Credits FIBA

Un argento europeo che sa di famiglia, di sacrificio e di un DNA cestistico che si tramanda. Werther Bellinaso, esterno alessandrino cresciuto nel vivaio del BCC Derthona Basket, è stato uno dei grandi protagonisti della spedizione azzurra agli Europei Under 18, conclusa con la medaglia d’argento e la preziosa qualificazione ai Mondiali Under 19.

Il percorso di Werther in Nazionale non è una novità: con l’Under 16 aveva già collezionato 14 presenze e 79 punti, costruendo una base solida su cui poggiare la propria crescita successiva. Ad aprile 2026, nel prestigioso torneo di Mannheim, l’Italia ha mostrato i muscoli anche contro la Cina, con Bellinaso capace di segnare complessivamente 20 punti nella sfida contro i pari età asiatici. Agli Europei, l’esterno ha poi messo a referto 12 punti contro la Spagna e una doppia prova di qualità contro l’Estonia (chiusa con 12 punti e 4 assist), prima di arrivare fino in fondo e giocarsi la finale contro la Slovenia.

Werther Bellinaso: l’nfortunio, il recupero lampo e la forza del gruppo

La strada verso il torneo continentale, però, non è stata priva di ostacoli. Durante la seconda partita delle finali nazionali a Roma, Werther Bellinaso ha subito un infortunio alla caviglia che avrebbe potuto compromettere tutto. Lo staff medico del Derthona ha lavorato senza sosta, riuscendo a rimetterlo in condizione in appena cinque giorni per permettergli di disputare la finale scudetto. Subito dopo è iniziata la fase di preparazione vera e propria, come ha raccontato lo stesso Werther Bellinaso a La Gazzetta dello Sport:

“È partito un mese di riabilitazione fisica e lavoro atletico, per presentarsi al 100% all’appuntamento continentale.”

A seguire ogni suo passo da bordo campo c’era anche sua madre, Alice Pedrazzi, ex giocatrice e oggi general manager del BCC Derthona Basket. Una figura che conosce il basket dall’interno, ma che in questa occasione ha vissuto un’emozione diversa, tutta materna:

“Da mamma sono orgogliosa, anche perché è stato un recupero importante dopo l’infortunio. Viverla sugli spalti è diverso: sono loro a calcare il parquet, ma è stata una bellissima esperienza. Li abbiamo visti crescere come squadra e come gruppo, partecipando a tutti i loro sforzi.”

Insieme a Werther Bellinaso, nel blocco tortonese che ha contribuito in maniera determinante alla cavalcata azzurra, figura anche Edoardo Di Meo. Un gruppo che ha portato sul parquet europeo non solo un talento individuale cristallino, ma anche la cultura sportiva di un club che nel settore giovanile continua a investire con visione e continuità.

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