C’è una foto che Yago dos Santos conserva in bella vista a casa sua, in Brasile. Ritrae il suo esordio in Eurolega: dall’altra parte del campo, Milos Teodosic. «Per me un mito», dice il nuovo playmaker della Virtus Bologna a Il Corriere di Bologna. Un dettaglio che racconta già qualcosa di lui: la consapevolezza di dove è arrivato, e il rispetto per la storia del club che ora lo accoglie:
«A casa mia, in Brasile, conservo in bella vista la mia foto dell’esordio in Eurolega. Sapete con chi ho esordito? Proprio contro la Virtus. Dall’altra parte del campo Milos Teodosic, per me un mito.»
Yago dos Santos non è arrivato a Bologna per caso, né senza bagaglio. Ha condiviso lo spogliatoio con Karim Jallow ai tempi di Ulm, e Nenad Jakovljevic lo ha allenato a Belgrado. Conosce già qualche faccia del mondo bianconero, almeno di riflesso. Ha scelto la maglia numero 99 come omaggio al suo anno di nascita, e si è già misurato con il parquet di Tortona, dove ha trovato feeling con i compagni pur ammettendo qualche errore di troppo.
Il ruolo e la filosofia di gioco
Sul tipo di giocatore che vuole essere alla Virtus, Yago dos Santos non lascia spazio a equivoci: la priorità è far stare bene chi gli sta intorno:
«Pick’n’roll, gioco in transizione? Mi adatto a seconda delle circostanze. Posso passare il pallone come riceverlo. Ma è chiaro che, in una posizione come quella che dovrò occupare, dovrò essere più portato a smistarlo ai compagni. E l’importante, credo, è che i miei compagni siano felici.»
Un approccio che sembra già in linea con quanto fatto vedere a Tortona, dove il play brasiliano ha saputo valorizzare le scelte di tiro di Carsen Edwards, riportandolo nella sua posizione naturale. Segnali incoraggianti, anche se la stagione vera deve ancora cominciare, con la Virtus che è in lotta per il primo posto in stagione regolare. Una posizione che garantirebbe il fattore campo per tutti i playoff.
Yago dos Santos; il quarto brasiliano della storia bianconera
Con il suo arrivo, Yago dos Santos entra in una lista ristretta: è il quarto giocatore brasiliano a vestire la maglia della Virtus. Prima di lui, Marcos Leite Marquinho — scomparso lo scorso 22 marzo — poi Guilherme Giovannoni, e nell’anno di transizione tra Progresso e Virtus anche Rafael, fratello maggiore di Guilherme, presente almeno in un torneo.
Lui, però, non sembra uno che si accontenta di fare numero. L’obiettivo dichiarato è uno solo:
«Conosco la storia del club. So che ci sono pressioni per arrivare fino in fondo. Sono qua per questo. Sono qua per migliorare me e per migliorare i compagni e la squadra.»
E alla domanda sullo scudetto, la risposta è senza giri di parole: «Sono qui per quello.»





