L’ultimo possesso dell’Italia contro gli USA al Mondiale femminile è diventato un caso di cui si continuerà a discutere a lungo. Tra riprese da diverse angolazioni, fermi immagine e polemiche social, l’attenzione si è concentrata sul contatto tra Jackie Young e Cecilia Zandalasini, avvenuto proprio mentre l’azzurra cercava lo spazio per la tripla del pareggio.
C’era fallo? Perché l’arbitro non ha fischiato? E cosa prevedeva esattamente il regolamento in quel frangente? Facciamo chiarezza su cosa è successo in campo e cosa dicono le immagini, grazie all’aiuto del nostro esperto Silvio Corrias.
0.02 sul cronometro di gara del quarto periodo. Zandalasini attacca nel tentativo di trovare il tiro del pareggio. Young, per evitare questa soluzione, mette pressione all’azzurra che lamenta un colpo al volto.
Zandalasini riceve fuori dall’arco dei tre punti e cerca di liberarsi dalla marcatura di Young per tentare la tripla del pareggio. Nello spostare la palla lontano dalle mani dell’avversaria, Cecilia si allontana d’un tratto portando mani e palla verso il volto, con una evidente smorfia di dolore. L’arbitro, ben posizionato, non fischia. Il gioco prosegue e il successivo tiro di Zandalasini, a pochi secondi dalla sirena, si spegne sul tabellone.
Nelle riprese ufficiali e nelle inquadrature dall’alto è estremamente difficile cogliere il momento preciso dell’impatto. Tuttavia, la reazione d’istinto a protezione del volto da parte dell’azzurra lasciava presagire che il contatto ci fosse stato. La stessa Young, per un attimo, si ferma con le braccia alte quasi ad attendere una chiamata arbitrale.
La conferma arriva da alcuni video dal basso: osservando l’azione al rallentatore, si nota chiaramente come il mignolo di Young arrivi dentro il sopracciglio di Zandalasini. Sebbene il contatto sia durato un battito di ciglia, le immagini mostrano che l’impatto c’è stato.
Cosa avrebbe comportato il fischio?
Gli USA avevano solo 3 falli nel quarto, quindi Zandalasini non avrebbe avuto i tiri liberi. Paradossalmente, a Team USA sarebbe persino convenuto spendere un fallo prima dell’atto di tiro. Ciò non toglie che la giocata di Young — che allunga il braccio ed entra nel cilindro di Zandalasini — fosse fallosa per il danno fisico e tecnico provocato.
La questione “unghie” e il regolamento
Si è parlato molto anche delle unghie delle giocatrici. Osservando le immagini in primo piano, non si ravvisano criticità o lunghezze irregolari, tanto che non ci sono state lacerazioni.
È fondamentale però chiarire un punto regolamentare per sgomberare il campo da ogni illazione: la presenza di segni o ferite non è discriminante sul contatto né sulla chiamata del fallo. Se un contatto — ancorché involontario — provoca un danno tecnico e/o fisico, il fallo deve essere sempre fischiato.




