E’ l’Olimpia Milano, passando al PalaDesio per 94-89, a infilare sotto l’albero il referto rosa del derby di Natale. Ma Cantù non ha le feste rovinate, anzi.
Se il primo quarto e ampia parte del secondo vedono un’Acqua San Bernardo quasi in soggezione, con gli scontri individuali sistematicamente vinti dai giocatori dell’EA7 Emporio Armani (eccezion fatta per quello tra un nervoso LeDay e un Moraschini partito in quintetto base), la seconda parte si trasforma più per merito della squadra di coach Brienza che per stanchezza di quella di coach Poeta in una sfida “alla pari”. Con Cantù che dopo una serrata rincorsa si ritrova in vantaggio per 70-69 alla terza sirena ed è ancora in partita (89-90) e palla in mano a 8” dalla fine, prima che Sneed la perda malamente e che quattro tiri liberi di Guduric (14) portino al definitivo +5.
Dopo l’iniziale squilibrio, tanti sono i duelli che si accendono con il passare dei minuti. Bortolani (21, 14 dopo l’intervallo) replica a un Brooks (16, già 10 alla pausa lunga) che parte invece “on fire” per poi scontare le maggiori attenzioni difensive del suo diretto avversario, mentre Ballo (8, 14 rimbalzi) finisce in crescendo sotto i tabelloni pur pagando dazio a un Nebo decisamente in formato Euroleague (vedi alla voce Mvp).
Sofferto oltremodo all’inizio il mismatch con Ellis (10 punti, 5 assist), anche Gilyard corregge in positivo la sua prova con tanta applicazione difensiva e un paio di triple che in quel momento fanno anche sperare il meglio ai tifosi brianzoli. Anche se il canestro più carico di valore è quello con cui Erick Green (12, con 3/3 da due e 2/5 da oltre l’arco), direttamente dal palleggio e dopo aver fatto segno ai compagni di allargarsi, firma il già citato e peraltro unico vantaggio interno a fine terzo quarto: una dimostrazione di sicurezza e leadership ben augurante per il futuro di Cantù, che sta (forse) iniziando ad avere una nuova faccia.
Dal roster drasticamente ridotto dagli infortuni ma con tutti i disponibili a dare il loro contributo (da citare anche gli 11 punti di capitan Ricci), con quella nel derby l’Armani chiude invece con quattro vittorie il tour de force di cinque partite in nove giorni. Un saldo decisamente positivo che aggiunge serenità a quella manifestamente portata dalla nuova gestione di Peppe Poeta.
Le pagelle
Cantù: 7. Coach Brienza (la cui rinuncia a Moraschini nell’ultima frazione ci ha lasciato perplessi, al di là delle precise motivazioni fornite in sala stampa) la definisce la migliore partita della stagione, comprese le 3 vittorie sinora conquistate. Sicuramente è quella in cui la squadra ha dimostrato più carattere e determinazione: vera crescita o semplice effetto derby? La risposta va già data il 28 dicembre a Napoli: per interrompere la striscia di 5 sconfitte consecutive e per spezzare la sindrome da trasferta (0/6 l’attuale bilancio). Una duplice missione che l’arrivo di Green rende tutt’altro che impossibile.
Mvp: Giordano Bortolani perché è il top-scorer e alla lunga si distingue anche per la difesa su Brooks; Riccardo Moraschini (12) per l’atteggiamento con cui dimostra ai compagni che è possibile giocarsela dopo il generale sbandamento iniziale.
Da rivedere: a fine partita Grant Basile (9 punti con 2/8 dal campo, 5 rimbalzi, 2 assist) viene giustamente citato per l’applicazione dal suo coach, ma continua a sembrare poco inserito nei meccanismi di squadra e a pagare una certa lentezza dei movimenti in attacco. Da rivedere anche la decisiva palla persa di Xavier Sneed (10, con 3/9 dal campo, 3 assist): solo colpa della foga agonistica o desiderio di mettere a qualsiasi costo la propria firma sulla partita?
Olimpia Milano: 8. Sorridente come sempre e a ragione soddisfatto, coach Peppe Poeta ha solo due appunti da muovere alla sua squadra: “Possiamo fare in meglio in difesa e dobbiamo essere più cinici in certi momenti”. Verissimo, ma la concretezza e la tranquillità sfoderate nei momenti chiave sono da promozione a pieni voti.
Mvp: Josh Nebo è l’assoluto dominatore del colorato e del derby di Natale. Doppia doppia da 22 punti (con 10/12 da sotto e una serie pazzesca di tap-in con schiacciata inclusa) e 12 rimbalzi.
Da rivedere: non è il solito Zach LeDay (9 punti, 2 rimbalzi), anche per l’atteggiamento costantemente polemico. Limitato dalla maschera e ancora in fase di recupero, Niccolò Mannion chiude con 0 punti e 4 assist in 14’.





