La Pallacanestro Cantù esce ancora una volta sconfitta e il 79-85 contro Derthona diventa il settimo ko di fila, un dato che pesa come un macigno sulla stagione brianzola. Più del punteggio, a preoccupare è la sensazione di una squadra incapace di dare continuità ai propri momenti migliori, alternando buone fiammate a passaggi a vuoto che si rivelano fatali. Come riportato dal Quotidiano Sportivo oggi, la panchina di Nicola Brienza è sempre più in bilico. Di seguito, l’analisi condotta dal giornale.
I 23 punti di Bortolani rappresentano ossigeno puro e tengono a galla Cantù nei momenti più difficili del match. Basile prova a riaccendere la speranza quando tutto sembra compromesso, ma nei possessi che decidono la partita manca quel mezzo secondo di lucidità che separa il colpo dalla beffa.
Contro una Tortona solida e organizzata, Cantù paga un attacco fatto di strappi, forzature e scelte poco lucide. Troppi errori dall’arco e un numero eccessivo di palle perse impediscono di girare l’inerzia, trasformando ogni sbavatura in un’occasione per gli avversari.
La crisi non è solo tecnica ma anche emotiva: quando Derthona alza il livello, Cantù si irrigidisce, perde certezze e fatica a reagire con calma e chiarezza di idee. Così la striscia negativa si allunga e il peso psicologico delle sconfitte comincia a condizionare ogni scelta in campo, soprattutto nei finali punto a punto.
Sette ko consecutivi rendono inevitabilmente bollente la panchina di Nicola Brienza, ora più che mai esposto al rischio esonero. Le prossime ore saranno decisive per il futuro tecnico di Cantù, con i profili di Walter De Raffaele e Max Menetti che emergono come principali candidati in caso di cambio alla guida.





