Il successo da 109 punti contro il Baskonia ha restituito ossigeno e fiducia all’Olimpia Milano, ma non ha cancellato del tutto le fragilità viste nel primo tempo, chiuso con 56 punti concessi. Una partita interpretata inizialmente in modo troppo leggero, contro una squadra che in questa Eurolega ha spesso preferito correre e segnare piuttosto che costruire una reale candidatura playoff. La reazione, però, è arrivata dopo l’intervallo, e ha mostrato una Milano più concreta e aggressiva. Ecco la preview della sfida tratta da La Repubblica Milano.
La strigliata di Poeta e il cambio di passo
A fare la differenza è stata una strigliata decisa ma efficace di Peppe Poeta negli spogliatoi, come raccontato da Diego Flaccadori, protagonista positivo dalla panchina. L’Olimpia ha cambiato volto nella ripresa, alzando l’intensità difensiva e trovando maggiore fluidità offensiva, elementi che hanno permesso di scavare il solco decisivo e portare a casa una vittoria fondamentale per restare agganciati al treno europeo.
Difesa come punto di partenza
Il messaggio è chiaro: tutto parte dalla metà campo difensiva. Quando l’Olimpia difende con continuità, trova fiducia, energia e qualità anche in attacco. Il problema, però, è la tenuta nell’arco dei quaranta minuti. Le sconfitte contro Varese e Brescia restano emblematiche: doppie cifre di vantaggio costruite nel primo tempo e poi dilapidate nella ripresa, tra blackout offensivi, disattenzioni difensive e un solo giocatore avversario capace di spostare l’inerzia nel finale.
Un’infermeria che pesa sulle rotazioni
Il momento resta complicato anche dal punto di vista fisico. Le assenze di Bolmaro e Nebo continuano a ridurre le rotazioni, mentre la gestione di Guduric, condizionata dai problemi alla schiena, impone grande cautela. I rientri di Mannion e Flaccadori aiutano, così come la crescita di Booker, ma Poeta deve ancora fare i conti con un gruppo incompleto, in attesa di rivedere Tonut e Diop a pieno regime.
Asvel-Olimpia: energie e motivazioni a confronto
A Lione l’Olimpia avrà un giorno di riposo in più rispetto ai francesi, ma soprattutto qualcosa di concreto per cui giocare. L’Asvel è ormai fuori dalla corsa playoff, mentre l’Olimpia si gioca una fetta importante della propria stagione europea. Per Poeta, ormai abituato a convivere con l’emergenza, la chiave resta una sola:
«Abbiamo perso diverse partite per pochi possessi e sappiamo di potercela giocare con tutti. Ma dobbiamo eliminare i blackout e trovare continuità per 40 minuti».
Una partita che può cambiare la stagione
La trasferta di Lione rappresenta l’ennesimo bivio. Vincere significherebbe restare agganciati alla corsa e dare continuità ai segnali positivi visti contro il Baskonia. Perdere, invece, rischierebbe di rendere la strada europea ancora più in salita. Per l’Olimpia non è solo una partita: è una prova di maturità, di solidità mentale e di identità.





