L’esperimento Anthony Davis–Dallas Mavericks si chiude dopo poco più di un anno. Una parentesi nata con il clamoroso addio di Luka Dončić e terminata ora con una trade che spedisce Anthony Davis ai Washington Wizards (qui i dettagli dei tanti giocatori convolti), mentre Dallas Mavericks imboccano in modo definitivo la strada della rifondazione attorno a Cooper Flagg. Una mossa sorprendente nei tempi, ma coerente nella direzione.
Dallas Mavericks
Il mercato di Davis oggi non è quello di un anno fa. Tra problemi fisici continui – ultimo una distorsione alla mano che lo tiene fermo da settimane – e uno dei sette contratti più pesanti della lega, Davis viene ormai percepito come un asset ad alto rischio.
In un’NBA dominata dalle restrizioni degli apron salariali, Dallas aveva tre opzioni:
tenere Davis e pagare una luxury tax enorme per una squadra da lottery
aspettare l’estate sperando in un mercato migliore
scaricare ora il contratto, recuperando flessibilità e pick
La scelta è stata la terza, ed è quella più razionale.
Con questa trade, Dallas:
si libera di fino a 120 milioni residui
riduce il monte salari 2026-27 di circa 67 milioni
può creare una trade exception da oltre 20 milioni
Un’arma fondamentale per accumulare altre scelte o assorbire contratti scomodi da altre squadre, anche se le prime scelte in arrivo saranno probabilmente:
una #29–30 nel 2026
una 2030 che non potrà mai salire oltre la #21
Non sono gioielli, ma Dallas non controlla le proprie pick tra 2027 e 2030. Avere più “biglietti della lotteria” è vitale.
E ora?
Dallas può spingersi oltre:
P.J. Washington, Daniel Gafford, Naji Marshall sono asset scambiabili
Kyrie Irving difficilmente sarà ancora a roster quando Flagg sarà pronto a guidare una contender
Il focus ora è massimizzare la pick 2026, dove Dallas oggi sarebbe settima al Draft.
VOTO 7.5 (esclusivamente in questa trade)
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