In una chiacchierata senza filtri nel il podcast “Cousins with Vince Carter & Tracy McGrady”, Luka Doncic ha affrontato un tema che ha scosso il mondo NBA: il suo passaggio ai Los Angeles Lakers e la convivenza tecnica con LeBron James. Nonostante l’immagine di giocatore glaciale che lo contraddistingue, lo sloveno ha confessato che l’impatto con l’universo gialloviola e il dover dividere il campo con il suo idolo d’infanzia non è stato privo di tensioni emotive, specialmente nei primi istanti di questa nuova avventura.
L’intervistato ha spiegato così l’evoluzione del suo rapporto con LeBron e il momento esatto in cui ha capito di poter essere se stesso anche a Los Angeles:
“È meglio. Ma onestamente, essere parte del suo viaggio è stato fantastico. Sono arrivato nella Lega guardandolo giocare e la mia prima partita contro di lui è stata come un sogno che si avverava. Ora, essere suo compagno di squadra è folle. All’inizio, quando era infortunato e poi è tornato, le prime partite non sono andate bene, ma ora che giochiamo insieme da tempo, va sempre meglio. La cosa che ho amato di LeBron è che nel timeout mi ha detto di essere me stesso. È stato fantastico sentirlo da un uomo del suo calibro. Mi ha rassicurato: ‘Andiamo a giocare, sii te stesso, non cambiare chi sei’. Specialmente nella prima partita, ero nervoso. Nuovi compagni, nuova squadra, nuova arena… ero semplicemente agitato”.
Il cambiamento dal “Luka-centrismo” di Dallas a una coesistenza stellare a Hollywood non è solo una questione di schemi, ma di un passaggio di testimone mediato da un “sii te stesso” che pesa più di mille lavagnette tattiche. Se i Lakers oggi sognano in grande guardando il futuro, è perché il Re ha dato il permesso allo sloveno di splendere senza chiedere scusa.





