Negli ultimi minuti della partita tra Treviso e Venezia, vinta dagli ospiti 88-85, è stato un fallo di piede a scatenare discussioni e polemiche. L’arbitro Pepponi ha fischiato contro la squadra di casa a 13”3 dalla fine.
Guardando il replay, l’arbitro indica inizialmente il piede di Macura, poi la linea laterale. La palla risulta toccata da Bowman, e secondo coach Marcelo Nicola si è trattato di un errore arbitrale.
Gli scenari regolamentari erano due:
se fosse stata chiamata palla fuori, Treviso avrebbe potuto utilizzare il challenge per rivedere l’azione.
Se invece fosse stato chiarito che si trattava di fallo di piede, il challenge non sarebbe stato possibile, né gli arbitri avrebbero potuto correggere la decisione.
Nicola critica la gestione arbitrale della partita
A fine gara, il tecnico argentino non ha nascosto la propria frustrazione:
«Sono molto dispiaciuto e molto arrabbiato. È la seconda partita di fila in cui ci sono decisioni arbitrali che non vengono riguardate con scuse e regole varie. Contro Milano si poteva vedere che Dunston aveva toccato il tabellone e oggi il piede che aveva toccato la palla non era quello di Macura bensì quello di Bowman.»
Nicola ha poi esteso la critica alla gestione complessiva del match, sottolineando la disparità nel metro arbitrale:
un fallo sanzionato a Cole a metà campo per un semplice contatto.
Contatti simili effettuati dagli avversari non fischiati, creando un criterio di giudizio non uniforme.
«Vorrei sottolineare che la squadra è stata presente con il fisico, con la testa, siamo riusciti ad essere competitivi. Quello è stato solo un episodio, durante tutta la partita i contatti che loro facevano con le mani sul corpo sono stati valutati con una differenza di criterio dall’inizio alla fine.»
Il punto di Nicola: attenzione ai dettagli nelle partite equilibrate
Coach Nicola ha precisato di non lamentarsi del trattamento verso la squadra rispetto all’avversario, ma dell’effetto decisivo di piccoli dettagli negli ultimi minuti:
«Verso la fine del match ogni contatto veniva sanzionato con un fallo. In partite così equilibrate, questo può fare la differenza.»
L’allenatore evidenzia quindi come la competitività di Treviso non sia stata premiata dal metro arbitrale uniforme e invita a una maggiore attenzione nella gestione dei momenti cruciali.





