Il derby numero 175 tra Olimpia Milano e Cantù arriva in un momento delicato per i biancorossi. La squadra allenata da Peppe Poeta si presenta alla sfida delle 20 all’ex Palalido con rotazioni ridotte al minimo, soprattutto nel reparto esterni.
Sono infatti indisponibili Ellis, fermato da un problema alla caviglia, oltre a Flaccadori, Diop e Dunston. Una lista di assenze pesante che costringerà Milano a reinventarsi nella gestione della palla: Nico Mannion sarà l’unico playmaker di ruolo a disposizione.
Un derby che non è solo tradizione ma anche un crocevia per il finale di stagione. Nei prossimi sette giorni Milano dovrà capire quali ambizioni potrà coltivare nella corsa ai vertici del campionato.
Cantù cambia volto: De Raffaele in panchina
Sul fronte brianzolo c’è una novità importante, anche se il protagonista è tutt’altro che nuovo nel panorama del basket italiano. In panchina siede Walter De Raffaele, tecnico che ha già conquistato lo scudetto con Venezia e che ora prova a dare una nuova identità a Cantù.
Il mercato ha portato anche due innesti pronti all’esordio: il playmaker Chris Chiozza, con un passato in NBA, e l’ala Ivan Fevrier, arrivato da Le Portel. Due pedine che potrebbero cambiare subito gli equilibri della squadra.
Il Palalido è lo scenario perfetto per una sfida che nella storia ha regalato 174 precedenti tra rivalità, battaglie sportive e grandi protagonisti.
Il derby degli ex: Bortolani e Moraschini
La sfida ha anche il sapore degli ex. Giordano Bortolani, cresciuto nel vivaio dell’Olimpia, oggi veste la maglia di Cantù, mentre Riccardo Moraschini è diventato il capitano dei brianzoli.
A sottolineare le chiavi tattiche della partita è l’assistant coach Mangone:
«Dobbiamo giocare con grande attenzione in difesa e generare un buon ritmo in attacco, alternato a esecuzioni precise quando la partita lo richiederà».
La classifica impone concentrazione. Milano è terza con 14 vittorie, una in meno di Brescia e una in più di Venezia. Il momento resta positivo, con nove successi nelle ultime undici gare, ma per restare in scia alle prime non sono concessi passi falsi.
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