HomeEsclusiveGamePlanOlimpia-Maccabi, questione di pressione: il gameplan

Olimpia-Maccabi, questione di pressione: il gameplan

L’Olimpia Milano si congeda dall’Allianz Cloud, battendo il Maccabi Tel Aviv per 96-87. I biancorossi, guidati da una prestazione molto solida di Guduric, Shields e Nebo, prende il controllo della gara nel secondo tempo, allungando fino al +15 e resistendo ai diversi tentativi di rientro degli ospiti. Il Maccabi, nonostante il grande impatto a rimbalzo offensivo, non riesce mai a prendere il controllo della partita.
Come da tradizione, ecco il nostro gameplan, per analizzare alcuni aspetti chiave della sfida.

Questione di pressione

Nelle ultime partite, uno dei maggiori accorgimenti tattici di Poeta è l’uso della zone press. Nelle situazioni di canestro segnato o in un’uscita dal timeout, l’Olimpia prova a mangiare secondi all’attacco avversario, se non addirittura a forzare palle perse.
Ma come funziona nello specifico? Andiamo a vedere il suo impatto nella partita con il Maccabi Tel Aviv.

  • La prima situazione mostra Guduric che mette subito pressione sul ricevitore della rimessa, facendo perdere secondi all’attacco. Clark viene spinto verso Ricci, che inizialmente accetta il cambio e permette alla difesa di guadagnare altri secondi, prima di tornare sul suo uomo e cambiare nuovamente con Guduric. Clark gioca un pick and roll, dove ancora una volta Ricci è perfetto con la difesa edge. Palla recuperata e transizione.
  • Nella seconda clip, Ellis si disinteressa dell’uomo che fa la rimessa e raddoppia su Blatt, costringendo il Maccabi a passare la palla a Lavi, il quale torna da Brissett. Ellis fa un’ottima difesa d’anticipo e cambia con il timing giusto con Shields, togliendo la linea di passaggio per Blatt. Brissett è costretto ad avventurarsi in palleggio oltre la metà campo. Chiude il palleggio, LeDay anticipa Lavi e arriva la palla persa.
  • La terza clip mostra Dowtin alla rimessa. Ancora una volta, Milano fa un ottimo lavoro d’anticipo su Blatt, con Guduric che toglie la linea di passaggio. Bolmaro anticipa Walker e LeDay è accoppiato con Sorkin. Il Maccabi è costretto a dare la palla a quest’ultimo per rimettere il pallone in campo. Shields impedisce la ricezione a Dowtin e costringe Sorkin a partire in palleggio. LeDay e Guduric cambiano al momento giusto, con il serbo che mette pressione sul Maccabi, costringendolo a chiudere il palleggio. LeDay è nella posizione giusta, spinge Blatt sul lato e Shields arriva con il timing corretto per provocare la palla persa.
  • La quarta clip è esemplificativa dell’efficacia di questa zone press da parte di Milano. Tonut mette subito pressione su Blatt, il quale perde malamente il pallone, senza che la difesa di Milano avesse effettuato chissà quali rotazioni.

Da queste clip possiamo constatare come l’idea di fondo sia quella di costringere giocatori meno avvezzi a gestire il pallone sotto pressione, togliendolo dalle mani invece dei trattatori designati.

Una linfa non sfruttata fino in fondo

In una partita in cui il Maccabi ha tirato con il 46,7% da due, il 34,6% da tre e con il 69,2% ai liberi, sono stati i 19 rimbalzi offensivi a tenere in vita la squadra di Kattash, regalando diversi possessi extra, che però hanno portato solamente a 0,5 ppp. Numeri troppo bassi per una squadra che ha messo molta pressione al ferro con l’intento di aumentare il numero di possessi della partita.

Spot-up e attacco alla zona

Milano si conferma una squadra con grande attitudine alle situazioni di spot-up e, quando riesce a ribaltare il lato, esprime la sua versione migliore. A maggior ragione quando riesce ad attaccare la zona in maniera convincente, come dimostrano i 1,556 ppp generati dai ribaltamenti di lato. Entriamo però nel dettaglio di alcune situazioni in cui l’Olimpia ha eseguito perfettamente il concetto appena espresso.

  • La prima clip mostra Milano giocare un pick and roll laterale da angolo vuoto, tra Bolmaro e Nebo verso il centro. Santos fa contenimento su Bolmaro e accompagna l’argentino sulla rotazione di Clark, che nel frattempo si è staccato da Ellis (di fatto battezzandolo). Scarico per la point guard inglese, che attacca il ferro. Rayman fa finta d’aiuto, ma rimane su Shields preoccupato dal tiro, cosa che invece non fa Walker, che si stacca totalmente da LeDay, regalando il più facile degli scarichi.
  • Nella seconda clip, si parte ancora con un pick and roll di Bolmaro, ma questa volta andando a sinistra e con l’angolo pieno. Sorkin fa contenimento per proteggersi dalla penetrazione al ferro, ma le difficoltà sul blocco di Dowtin costringono Rayman a staccarsi, lasciando libero Shields. Il danese attacca benissimo il close-out, andando al più facile degli appoggi.
  • La terza clip mostra come Milano abbia punito molto bene la scelta del Maccabi di lasciare il tiro dall’angolo. In avvio, Guduric viene mandato a destra da Blatt, contro la prima linea della zona. Scarico su Tonut, fermato dalla rotazione di Walker. Il giocatore italiano però fa qualcosa di utilissimo: non ferma il pallone e torna da Guduric, il quale anticipa la rotazione della prima linea e ribalta per Brooks. Rayman è costretto a ruotare in emergenza sull’esterno di Milano, lasciando un comodo tiro in angolo a Ricci.
  • Nella quarta clip, Milano è letale nel punire un errore difensivo della zona del Maccabi. Dalla rimessa, Ellis serve Guduric, mentre Shields gioca alle spalle della seconda linea. Esce forte senza che nessuno si accoppi con lui o rompa il taglio, lasciando una comoda linea di passaggio. Lettura di Guduric e tripla.
  • La quinta e ultima clip mostra ancora una volta come la difesa a zona del Maccabi sbagli, lasciando un tiratore come Shields libero. Di Bartolomeo rimane sul blocco di Nebo, mentre Dowtin rimane passivo sulla linea del tiro libero, non rompendo la corsa di Guduric né togliendo la linea di passaggio per Shields. Scarico e tripla che chiude la partita.

 

 

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