Con un finale thriller, degno di un derby appassionato e tiratissimo, la Germani Brescia ritrova vittoria e sorriso. A fine gara coach Matteo Cotelli non nasconde la soddisfazione, ma analizza con lucidità quanto visto in campo.
«Sapevamo che sarebbe stata una partita complessa sotto molti punti di vista. Siamo stati imprecisi, e in difficoltà al tiro: 48% da 2, 27% da 3. Abbiamo compensato giocando con un altissimo livello di energia: dopo un primo quarto da 29 punti concessi, ne abbiamo subiti 39 negli altri tre. Abbiamo giocato con cuore e carattere: successo importante».
La giocata di Bilan decide il derby
Negli ultimi minuti però la Germani Brescia ha rischiato davvero troppo, permettendo a Cremona di rimettere il naso avanti con un break di 4-0 sul 78-76, prima della giocata decisiva di Bilan. Cotelli ha spiegato anche l’ultima rimessa, diventata poi decisiva.
«L’ultima rimessa non era stata disegnata proprio così: possiamo decidere un po’ noi, ma soprattutto la difesa avversaria. Alla fine la palla è arrivata nelle mani di Miro: un pizzico di fortuna, ma soprattutto è stato bravo lui».
Il tecnico bresciano ha poi voluto rendere merito anche agli avversari.
«Complimenti a loro e a Gigi Brotto, giocano molto bene da inizio stagione; noi, dopo tre settimane di stop e con qualche giocatore al rientro, non eravamo nelle condizioni migliori».
Ivanovic rientra, Cournooh stringe i denti
Sul rientro di Nikola Ivanovic, Cotelli ha spiegato come la decisione sia arrivata solo poco prima della partita.
«Abbiamo deciso all’ultimo ascoltando le sensazioni del ragazzo. Ci ha detto che era pronto».
Il coach ha però voluto sottolineare anche la prova di David Cournooh.
«Si è scavigliato venerdì. Era più no che sì: grande lavoro dello staff e grande volontà del giocatore».
Numeri strani, ma Brescia porta a casa la vittoria
La partita racconta anche una statistica curiosa: Brescia vince di 1 punto nonostante 16 rimbalzi offensivi in più per Cremona (24-8).
Cotelli chiude così l’analisi.
«Può sembrare strano, analizzando i numeri. Eppure è andata così: il grande cuore dei miei ha fatto la differenza».





