“Quando comincia un movimento non ha neppure lui stesso la più pallida idea di cosa andrà a fare”, disse Dan Peterson parlando di Carlo Della Valle, eccellente, talentuoso, atipico play, nonché padre di Amedeo. Nella stagione 2015/16 il ventiduenne Amedeo, al contrario dell’imprevedibile genitore, aveva intenzioni chiarissime: prendere la palla e depositarla nella retina. Una foga agonistica tale da provocare, nell’osservatore che sono, un misto di irritazione e solidarietà verso i suoi compagni di squadra, spesso trasformati in spettatori (ben retribuiti) delle sue forzature.
Quel senso di irritazione non mi ha mai abbandonato.
Anche la versione 2025/26 di Della Valle provoca sentimenti contrastanti: l’Amedeo, s’intende, perché Carlo per me è intoccabile, insieme a Ricky Morandotti e alla generazione dorata di Torino. Loro sono nell’Olimpo. Amedeo, invece, oscilla tra l’ammirazione, lo sconforto di chi veste i panni del tifoso avversario e l’empatia nei confronti degli altri undici che indossano la sua stessa maglia.
Ho provato a mettere da parte l’emotività per analizzare i due Amedeo citati: quello del 2015/16 e quello del 2025/26.
Efficienza
Il primo indice di efficienza è rappresentato dai PPP (punti per possesso), ovvero i punti generati ogni volta che il giocatore ha la palla nelle proprie mani: 1.128 nella stagione 2025/26 contro 0.991 nel 2015/16 grazie ai dati forniti da Synergy Sports.
Il miglioramento è confermato dall’Effective Field Goal Percentage (eFG%), passata dal 51.4% al 54.9%. Questa statistica corregge la tradizionale FG% per riflettere il maggior valore del tiro da tre punti.
All’interno di queste metriche si trova un altro dato rilevante: la percentuale nel tiro da 2 punti, salita dal 41.9% al 48.4%. Un progresso legato al cambiamento più evidente degli ultimi anni: il gioco in pick and roll.
Nel 2015/16 il pick and roll occupava il 24.5% dei possessi offensivi di Della Valle; nel 2025/26 si arriva al picco del 49.7% (91.8% in situazione centrale).
Amedeo nel 2015/16, occasionalmente ed a volte spesso, con poca confidenza ed ancor meno consapevolezza in avvicinamento a canestro.
Amedeo nel 2025/26, più in controllo anche con il contatto in penetrazione, maestro nel creare vantaggio fuori dall’arco. Sempre con l’amato pick and roll alto.
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