Un compleanno, un’eliminazione e i novant’anni dell’Olimpia Milano festeggiati al Forum di Montecarlo. Ettore Messina si racconta al Corriere della Sera in una lunga intervista che tocca il suo futuro, il ruolo di presidente e i rimpianti da allenatore.
«Emozionante», dice Messina, ricordando come stesse tra uomini che hanno contribuito a fare la storia del club. Ma la festa è stata smorzata dall’eliminazione dall’Europa, e lui stesso ammette che tenersi stretta la panchina non è più una sua priorità: «La panchina al momento non è un suo problema».
Ettore Messina: il rimpianto della Final Four e gli infortuni
Il grande rimpianto da allenatore resta la semifinale di Colonia contro il Barcellona. Ettore Messina ripercorre quell’episodio con lucidità:
«Se avessimo vinto, in finale avremmo incontrato l’Efes, battuto due volte nella stessa stagione regolare. Potevamo sognare»
Dopo quella Final Four, il percorso europeo si è complicato. Le spiegazioni arrivano dirette:
«Siamo arrivati ai playoff contro un Efes in crescita che poi avrebbe vinto il titolo, con Datome fuori e Melli infortunato. Poi il Chacho è tornato in Spagna, Datome si è ritirato»
E aggiunge una riflessione più ampia sul contesto:
«Gli infortuni sono un problema di tutte le squadre»
E ancora:
«Certo. E c’è un motivo. Troppe partite dove non si mollare. Anzi, tutte. In NBA, dove ci sono trenta squadre, puoi permetterti di ruotare i giocatori più affaticati, puoi anche mettere in preventivo qualche sconfitta. In Europa passano in sei, più quattro al play-in. Dieci squadre su venti, ovvero la metà. È un imbuto troppo stretto.»
Il nuovo ruolo: capire se sa fare il presidente
Ettore Messina è chiaro sul suo presente e futuro:
«Sto cercando di capire se sono capace di fare bene il presidente»
Il suo compito oggi è soprattutto gestionale: costruire e definire la direzione del club nei prossimi anni.
Sulla scelta di lasciare la panchina:
«Era il momento di fare un passo indietro»
La decisione, racconta, è maturata in un momento particolare:
«La squadra le ha vinte ed è stato chiaro che c’era un gran voglia di cambiamento»
E cita anche Kobe Bryant:
«Kobe Bryant diceva: io non ho bisogno di amici ma di gente che mi aiuti a vincere»
Club, mercato e responsabilità
Sul mercato, Ettore Messina chiarisce il proprio ruolo:
«Sarà l’allenatore a scegliere i giocatori insieme al direttore sportivo»
E respinge l’idea di un accentramento eccessivo di ruoli:
«Sono un contrattore»
Ripercorrendo gli anni all’Olimpia:
«Forse dopo la Final Four avrei dovuto fare un passo indietro da presidente, ma sono certo di aver creato uno staff di eccellenti professionisti che ha fatto dell’Olimpia una società modello»
NBA, Europa e futuro
Infine, uno sguardo più ampio al sistema:
«Quando mi dicono che vorresti che arrivassi in America a tutti i costi, rispondo di sì, potrebbe essere un riallineamento tra obiettivi economici e risultati sportivi. L’ideale sarebbe una fusione con Eurolega»
Un’idea che apre scenari più grandi della singola esperienza milanese, tra ambizioni europee e modelli NBA.
