Clamorosa svolta in casa Olimpia Milano: Ettore Messina ha deciso di lasciare la guida della squadra dopo sei stagioni sulla panchina del club biancorosso, segnando la fine di un’era iniziata nel 2019. Il tecnico, 66 anni, ha rassegnato le dimissioni a causa di un difficile avvio di stagione, con la ciliegina sulla torta che è arrivata nelle tre sconfitte consecutive dell’ultima settimana tra campionato ed Eurolega. Messina ha ricoperto anche il ruolo di President of Basketball Operations, mostrando una presenza centrale nella strategia e direzione della società. Nonostante la rinuncia alla panchina, Messina dovrebbe comunque continuere a offrire il suo contributo in qualità di consigliere personale del presidente Leo Dell’Orco, rimanendo così parte integrante del progetto Olimpia.
Per il futuro, la società ha scelto la strada della continuità interna affidando la squadra a Giuseppe Poeta, già indicato durante l’estate come successore designato di Messina. Poeta, rientrato a Milano con un contratto triennale dopo l’esperienza come allenatore a Brescia, avrà ora il compito di rilanciare la stagione dell’Olimpia. La scelta di puntare su una figura giovane, ma già radicata nell’ambiente tecnico del club, rappresenta la volontà di rinnovamento senza stravolgere l’identità societaria. L’avvicendamento tra i due era previsto al termine di questa stagione, ma coach Messina ha scelto di lasciare a stagione in corso dopo l’ultima sconfitta in campionato contro Trieste.

Era una scelta da anticipare di almeno una stagione, era palese che i giocatori non ne potessero più dei suoi metodi esageratamente severi, ed anche in panchina ha commesso troppo spesso errori incredibili per un coach così esperto e quotato. L’importante è che non prosegua nella scelta del roster, perchè la causa prima dei problemi dell’Olimpia è nella scelta dei giocatori, troppo sbilanciata verso ex NBA spesso con zero esperienza europea e giocatatori lasciati free agent da top team spesso per età avanzata o evidenti problemi fisici. Inoltre il rifiuto a schierare centri di ruolo ha consegnato troppe volte una imbarazzante superiorità alle avversarie sotto le plance. Non si può vedere, nell’era Wemby, un Ricci scherato da falso 5 !!!!!!!