Quando Sarunas Jasikevicius entra in sala stampa, l’aria diventa elettrica. L’ex leggenda del parquet e attuale allenatore è famoso tanto per il suo genio tattico quanto per la sua assoluta mancanza di filtri davanti ai microfoni. L’ultimo episodio che lo vede protagonista è già diventato un cult per gli appassionati di basket europeo.
L’incidente: 25 secondi di troppo
Il teatro dello scontro è stata la conferenza stampa post-partita di Eurolega, a seguito di una sconfitta del suo Fenerbahçe contro i lituani dello Zalgiris Kaunas. Il copione sembrava quello di una normale e noiosa routine mediatica, finché non è arrivato il turno di un giornalista in sala.
Invece di porre la sua domanda in modo chiaro e tempestivo, il reporter ha iniziato a esitare, impiegando circa 25 secondi a cercare le parole, il tutto mentre leggeva lentamente e con fatica lo schermo del proprio smartphone.
La rasoiata di Saras
Una pausa del genere è sembrata un’eternità, specialmente per un agonista puro a cui brucia ancora una sconfitta appena subita. E infatti, la pazienza di Jasikevicius si è esaurita rapidamente.
Senza aspettare che il reporter finisse il suo faticoso tentativo, Saras lo ha interrotto gelandolo con una battuta che non ammetteva repliche:
“Vai a scuola di giornalismo per fare domande in questo modo dal telefono?”
Il marchio di fabbrica di Jasikevicius
Questo episodio non è un caso isolato, ma si incastra perfettamente nel personaggio e si aggiunge alla lunga lista di momenti iconici di Jasikevicius davanti alla stampa. Il coach lituano esige dai media la stessa concentrazione, preparazione e prontezza che pretende dai suoi giocatori sul campo. Un precedente illustre fu la sua epica “lezione di vita” nel 2017. A un reporter che gli chiedeva, stupito, come avesse potuto concedere al giocatore Augusto Lima di saltare una semifinale playoff per assistere alla nascita del figlio, Jasikevicius rispose in modo tagliente e profondo: “Hai figli? Quando avrai figli capirai. Pensi che la pallacanestro sia la cosa più importante nella vita?”





