Home Lega Basket Serie A2 Dammi cinque … Temi di A2! Il match point di Scafati

Dammi cinque … Temi di A2! Il match point di Scafati

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Bruno Mascolo Foto Michele Longo / Ciamillo-Castoria

Con il penultimo turno alle spalle, è tutto pronto per i 40′ finali di regular season che emetteranno i primi verdetti della stagione in Serie A2. I fari sono naturalmente puntati sul primo posto, che vale la promozione diretta, con tre squadre ancora in corsa. Analizziamo insieme come si arriva alla resa dei conti di questa lunga e appassionante stagione!

1-SCAFATI E L’ULTIMO TASSELLO

Frank Vitucci si è seduto sulla panchina di Scafati alla decima giornata, esordendo con una sconfitta di misura a Pesaro che a conti fatti è valsa come una vittoria, visto che aver ribaltato la differenza canestri al ritorno è valsa la possibilità di rimanere davanti alla Vuelle nell’attuale situazione di parità in classifica. Dopo quella sconfitta, la Givova era scivolata in dodicesima posizione: inizio campionato, classifica ancora corta, ma resta impressionante la scalata con l’ex coach di Treviso alla guida che ha portato i campani a mettersi alle spalle una dopo l’altra tutte le undici che le stavano davanti. Senza innesti faraonici a stagione in corso, ma inserendo giocatori di complemento che si sono amalgamati alla perfezione con un core di assoluto livello guidato da Mascolo e dai due stranieri, forse meno appariscenti di altri ma assai più concreti. A Rimini, i gialloblù hanno ora la possibilità di concludere questa clamorosa rincorsa con la promozione diretta: all’alba dell’era Vitucci era francamente quasi utopistico immaginarselo.

2-PESARO E FORTITUDO CON UN OCCHIO ALLO SMARTPHONE

Diversi sono gli stati d’animo e le prospettive delle altre due formazioni ancora in corsa per il primo posto, che al posto della storica radiolina saranno chiamate a controllare l’andamento delle dirette concorrenti sul cellulare. Tanti i rimpianti che rischiano di aleggiare su Pesaro, pesantemente penalizzata dall’esclusione di Bergamo e dai vari problemi fisici di un roster martoriato proprio nelle settimane decisive. Ma anche dovesse sfuggire la promozione diretta, questa Vuelle ha le carte in regola per riprovarci nei playoff: l’innesto di Aromando e un fattore campo da oltre 8000 potenziali biancorossi all’Adriatic Arena potranno lenire la delusione di un’eventuale primo posto sfumato. In casa Fortitudo ci sarebbe bisogno di una doppia sconfitta delle dirette concorrenti, per rendere una vittoria a Forlì quella di una promozione diretta che avrebbe del clamoroso: al contrario della Vuelle, la squadra di Caja ha beneficiato per la sua classifica del caso Mascio. Ma ci ha messo anche molto del suo, cambiando più volte pelle in una stagione particolarmente delicata sul piano degli infortuni (basti pensare ai tre diversi stranieri sul perimetro). E anche in questo caso, un PalaDozza da 17-1 in regular season sarebbe un effettivo sesto uomo da schierare durante la post-season, almeno per i primi due turni.

3-LA ROULETTE DI BRINDISI

L’arrivo di due nuovi americani tra la penultima e l’ultima giornata di regular season è una fotografia abbastanza eloquente della confusione in cui vive Brindisi, passata dal chiedersi per tutto l’anno se e chi tagliare tra Copeland e Francis al rinunciare di fatto a entrambi, con gli arrivi di Tajion Jones e Khalil Ahmad che ridisegnano fondamentalmente da capo la Valtur in ottica playoff. Nel frattempo sul campo del fanalino di coda Pistoia è arrivata la quarta sconfitta nelle ultime sei, a certificare ulteriormente una regressione piuttosto chiara anche nelle due vittorie, arrivate per il rotto della cuffia contro Cento e Libertas Livorno. Fin qui, la stagione dei pugliesi è stata quella delle occasioni fallite: tante volte, soprattutto in trasferta, Cinciarini e compagni hanno avuto importanti possibilità di dare una svolta. Che alla fine c’è stata, ma in negativo: ora coach Bucchi è chiamato a ricominciare praticamente da zero, scommettendo su un nuovo assetto per salvare un’annata partita con il chiaro obiettivo del salto di categoria. Nella post-season tutto può ancora succedere, ma il dato di fatto è che le scommesse stagionali sono state perse malamente.

4-PLAYOFF DIRETTI: LA SITUAZIONE

Sarà molto difficile quest’anno raggiungere i playoff diretti, commentava solo qualche settimana fa Davide Micalich, presidente di una Cividale in quel momento alle prese con un’involuzione di risultati e la pesante partenza di Francesco Ferrari da metabolizzare. E invece, da lì in poi le Aquile sono tornate a volare: sei vittorie consecutive, con quattro blow-out e altri due successi di peso come quello esterno di Livorno e l’ultimo in casa contro Rimini che ha invece certificato l’accesso diretto alla post-season. La lezione è una volta di più chiara: mai porre limiti alla società friulana. Chi rischia invece di dover ricorrere alla lottera dei playin è proprio la Dole di coach Dell’Agnello, avvitatasi in una spirale negativa dopo la vittoria in Coppa Italia: frenare la corsa della lanciatissima Scafati potrebbe non essere sufficiente, perchè servirebbe anche una contemporanea sconfitta casalinga di Rieti contro Torino. E al di là dei tanti cambiamenti forzati, la prospettiva di giocarsi tutto in 40′ seppur tra le mura amiche del Flaminio non era lo scenario ipotizzato a inizio stagione per Marini e compagni.

5-COME SI ARRIVA AI PLAYOUT

I nomi sono noti da tanto, restano soltanto da definire le posizioni e i rispettivi incroci: Cento, Ruvo, Pistoia e Roseto si giocheranno un playout in cui tutte e quattro sembrano partire piuttosto vicine nei valori, al di là di quanto indica la classifica. I cambiamenti più recenti sono quelli della Benedetto XIV, con Bonacina in panchina e Copeland al posto di Devoe: una mossa simile a quella di Roseto con Harrison di qualche mese fa, e dovesse essere questo l’accoppiamento nel tabellone la sfida tra i due americani di punta potrebbe decidere l’intero confronto. Tra alti e bassi, ma con la capacità di crescere nelle partite più alla portata, la Crifo Wines di coach Rajola è probabilmente quella più avanti a livello di equilibri e chimica del gruppo. Quella che sta faticosamente cercando anche la formazione toscana, dopo mille tribolazioni tra panchina e organico. Non genererà l’entusiasmo dei playoff, ma anche ciò che accade dall’altro lato del tabellone promette equilibrio e un esito aperto a qualsiasi epilogo.

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