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Torresani lascia Treviso per San Diego State con la speranza di tornare presto

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David Torresani
Foto F. Ruzzier / Ciamillo-Castoria

David Torresani lascia Treviso e vola negli Stati Uniti. Il playmaker della Nutribullet, classe 2005, ha scelto la San Diego State University per il prossimo capitolo della sua carriera: sarà uno degli Aztecs, il soprannome con cui vengono chiamati i giocatori dell’ateneo californiano, un nome che richiama la vicinanza geografica con il Messico.

Prima di partire, Torresani sarà ancora in campo domenica prossima al Palaverde per l’ultima partita stagionale contro Reggio Emilia. Nel frattempo, il milanese classe 2005 è impegnato agli Europei under 20, e conta di rendere ufficiale la sua partenza entro maggio o, al più tardi, all’inizio del mese successivo, quando compirà anche 21 anni. I motivi di questa scelta li ha spiegati in un’intervista a Il Gazzettino di Treviso.

Sette anni a Treviso, poi la decisione

Torresani era arrivato a Treviso a 14 anni e in biancoblù ha trascorso sette stagioni. Un legame profondo, che rende la scelta di sbarcare al college ancora più significativa.

«Diciamo che in testa ce l’avevo già dagli anni scorsi, però sono rimasto a Treviso perché sono sempre stato convinto che per me fosse la decisione giusta. Poi, col passare del tempo, parlando anche con qualche mio compagno di squadra americano che aveva fatto quel percorso, ho capito che, oltre a essere un’esperienza di vita, si tratta anche di una grande avventura cestistica. E alla fine mi sono deciso a partire».

La scelta di San Diego State non è casuale: tra le diverse proposte ricevute, quella degli Aztecs è parsa a Torresani la più solida dal punto di vista sportivo. A spingerlo nella direzione americana anche la famiglia, compresa la sorella già oltreoceano, che gli ha descritto il college come qualcosa di completamente diverso da qualsiasi altra esperienza.

«Ha prevalso l’opportunità di andare a giocare negli Stati Uniti e la bontà dell’opportunità offerta da San Diego. Per il resto niente da dire, sarei partito anche se a Treviso fossi stato titolare. Già l’anno scorso i compagni mi dicevano di andare, insomma era qualcosa che mi era entrata in testa da un po’. Alla fine ho colto la palla al balzo, anche perché il mercato dei college si muove sempre con un certo anticipo e di lasciarmi sfuggire l’occasione proprio non avevo intenzione».

Il modello Moretti

Sulla home page degli Aztecs, accanto a Torresani, campeggia già un nome quasi omonimo: Davide Moretti, che in passato aveva percorso una strada simile, lasciando Treviso per Texas Tech. Con quella squadra, nel 2019, Moretti sfiorò il titolo NCAA, perdendo solo all’overtime in finale contro Virginia davanti a 72.000 spettatori a Minneapolis. Per Torresani, Moretti rappresenta un riferimento preciso: un giocatore che prima ha maturato esperienza in Serie A e solo dopo ha attraversato l’Atlantico, arrivando al college con una base già solida.

«Lui è l’esempio perfetto: non è partito subito dopo le giovanili ma prima ha “assaggiato” la serie A con Treviso, quindi quando è tornato aveva già una certa esperienza. È qualcosa che lo aiutò parecchio e che, ne sono certo, aiuterà anche me quando rientrerò in Italia».

Perché Torresani non ha dubbi: questa è un’avventura, non un addio.

“Certamente tornerò. Vi tornerò, lo spero, con un grande bagaglio di esperienza, sportiva ma anche umana». Treviso, dice, è stata la sua seconda casa. Sette anni sono tanti per un ragazzo, e lì, racconta, è davvero cresciuto”.

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