La stagione è finita, ma in casa Varese il lavoro per il 2026/27 è già cominciato da un pezzo, come riporta La Prealpina. L’OJM si prepara a ridisegnare il roster per il prossimo anno e le priorità sono abbastanza chiare: Ike Iroegbu e Carlos Stewart sono i punti fermi su cui il club vuole costruire, mentre su Tazè Moore la situazione è in evoluzione e l’orientamento attuale sembra essere verso una separazione.
Alviti prima voce del mercato, il nodo Librizzi tutto da sciogliere
Sul fronte italiani, Varese si è mossa in anticipo, consapevole che trovare i sostituti giusti richiede tempo. Assui è considerato partente, e anche Librizzi rientra in quella categoria secondo la valutazione della società. Prima di muoversi sugli stranieri, il club vuole sistemare questa parte del roster.
La prima priorità assoluta di mercato ha un nome preciso: Davide Alviti. L’ala di Alatri ha il contratto in scadenza il 30 giugno e Varese vuole rinnovarlo. I presupposti ci sono: dalla Spagna non sono arrivate proposte convincenti, in Italia al momento non si profila una concorrenza pericolosa — anche se la nuova Roma di Kaukenas, che deve costruire da zero il parco italiani, è un nome da tenere d’occhio. Alviti apprezza l’ambiente, il coach e la dimensione europea. La trattativa si gioca sul prezzo: i 180mila euro della stagione 2025/26 andranno ritoccati verso l’alto per trovare un accordo.
Più complicata la situazione con Matteo Librizzi. Il club ha ancora due anni di contratto con il capitano, ma non intende forzarlo se la sua intenzione è quella di cercare un ruolo da playmaker titolare altrove per una stagione. La richiesta di Varese è però che, in caso di addio temporaneo, ci sia un sostegno economico per trovare un sostituto nell’attesa di un eventuale ritorno. Sullo sfondo resta anche il vecchio accordo del 2019 con l’Academy, che complica ulteriormente il quadro. Max Ladurner, invece, ha un contratto con opzione per il 2027/28.
Il rebus degli stranieri: buyout, opzioni e qualche punto interrogativo
Cinque dei sei stranieri in rosa — tutti tranne Nkamhoua, che andrà al Barcellona — hanno un’opzione per proseguire. Ma c’è una variabile importante: Iroegbu, Stewart, Moore e Freeman hanno clausole di uscita a pagamento nel caso in cui Varese venisse ammessa in FIBA Cup e loro ricevessero offerte da club impegnati in BCL, Eurocup o Eurolega. I buyout sono prefissati e crescenti.
Il club vorrebbe trattenere Iroegbu, pur consapevole del costo. Su Moore, invece, gli ultimi sviluppi — in particolare la possibile firma nella lega estiva canadese CEBL — fanno propendere verso l’addio. Freeman è già stato di fatto sostituito nello scacchiere delle ali con l’arrivo di Liam Udom, e anche la sua posizione andrà definita. Stesso discorso per Ethan Esposito: se Brindisi non dovesse vincere l’A2, Varese dovrà pagare l’uscita prevista dal contratto 2026/27 per liberarsi dall’accordo con l’ala-pivot. L’unico con un’opzione di uscita riservata esclusivamente all’OJM è Nate Renfro: la società deve decidere se esercitarla o confermare il giocatore.
Sul mercato in entrata, si lavora su più piste per il ruolo di playmaker. Il nome di Iris Ikangi circola, le parti si parlano, ma una chiusura non è imminente. Udine potrebbe inserirsi con una proposta per il neo-papà. L’ipotesi Giovanni De Nicolao non è tramontata, mentre la pista Cappelletti appare complessa. Zampini di Verona è un’alternativa valutata, a patto che la sua squadra non vinca il campionato di A2.





