Come lo scorso anno e per la terza volta consecutiva la Virtus Bologna chiude in testa la stagione regolare del campionato, e lo fa addirittura con due sconfitte in meno dei due anni passati – ma con lo stesso numero di vittorie, complice l’affaire Trapani.
Le somiglianze con l’anno scorso però si fermano qui, perché se nella passata stagione la Virtus pareva una squadra estremamente solida, esperta, con equilibri chiari ed un allenatore, anche in quel caso subentrato, a sua volta esperto e con la barra del timone ben salda tra le mani, quest’anno la squadra è uscita da poche settimane da una crisi profondissima, non culminata ma si può dire iniziata con l’esonero di Ivanovic e con il subentrante, Nenad Jakovljevic, che ha finora lasciato dubbi, anche naturali, sulle sue possibilità di condurre al successo un gruppo molto più giovane e con pochi giocatori di esperienza rispetto a quello dell’anno passato. Le incognite, all’ingresso dei playoff, sono quindi numerose.
Ultimo ma non ultimo, nonostante la squadra giovane questo playoff ha tutto il sapore di una last dance per questo gruppo. Con il giocatore più determinante ed anima della squadra, Alessandro Pajola, in uscita, Carsen Edwards che probabilmente non verrà confermato, Saliou Niang in viaggio verso gli USA e tanti altri, Vildoza, l’ultimo arrivato Yago, Smailagic, in forte dubbio per la riconferma, la prossima stagione sarà sostanzialmente un nuovo anno zero. La ripercussione di questo stato emotivo sul rendimento della squadra è tutta da verificare.
Salute e stato di forma
Alessandro Pajola è finalmente tornato al timone della nave, e si è visto subito quanto la sua assenza sia stata devastante per il percorso della Virtus. Appena rientrato Luka Vildoza, non ancora Morgan, che dovrebbe però essere prossimo al ritorno, il roster è sostanzialmente al completo pur con condizioni di forma differenti tra i componenti.
Alcuni giocatori, Smailagic in testa, hanno avuto un rendimento estremamente altalenante dovuto anche e soprattutto alle condizioni fisiche. La scelta dei sei stranieri si prospetta non semplice, anche per via dell’ottimo impatto di Yago Dos Santos che costringerebbe però a lasciar fuori uno tra Vildoza, Morgan ed il proprio Edwards, che non è più tornato ai livelli visti nei primi tre mesi di stagione ma la cui inclusione pare scontata. Stesso discorso per Karim Jallow, sempre utile e difficile da lasciar fuori per la capacità di giocare da 3 e da 4 ma lontano dai livelli visti tra ottobre e gennaio. Certo di entrare nei 6 pare Derrick Alston; in crescita Aliou Diarra, solido nelle ultime uscite.
L’avversario: gli scontri in stagione, i matchup e come si accoppiano
Gli scontri diretti, entrambi piuttosto lontani nel tempo, si sono conclusi in modo opposto con la squadra in trasferta che ha vinto in entrambe le occasioni.
All’andata, nel miglior momento della Virtus, i bolognesi sono andati a vincere di 20 a Trento con una prova corale tra le migliori dell’anno. Al ritorno l’Aquila si è presa una bella rivincita vincendo di 2 a Bologna. In entrambe le partite hanno brillato per i trentini Jakimovsky e Bayehe, storica bestia nera nel pitturato Virtussino.
Entrambe le squadre giocano a ritmo relativamente sostenuto; Trento decisamente di più, con un 74.7 di Pace (dati Hack a Stat) che porta a pensare che Cancellieri proverà ad alzare il più possibile i ritmi. Sarà interessante vedere come risponderà la Virtus, se starà al gioco e come più volte ha fatto in stagione proverà a giocare a ritmi alti oppure se sceglierà di provare a contenere la transizione di Trento accettando di giocare a metà campo per sfruttare la propria maggiore fisicità.
La battaglia sotto le plance potrebbe rivelarsi decisiva, con Diouf e – prevedibilmente – Diarra che possono imporre il loro atletismo a rimbalzo e nella protezione del ferro. Tra gli esterni, se sarà tra i sei stranieri scelti da Jakovljevic la versione di Carsen Edwards che si presenterà in campo – quello visto ultimamente dei 6/22 dal campo, o quello preciso e concentrato di inizio stagione – sarà decisiva per indirizzare la serie. Per Trento, la capacità di Bayehe di contrastare i lunghi Virtussini con la sua verticalità e la precisione di Jakimovsky per aprire la scatola potranno consentire a Trento di allungare la serie, che pare del tutto non chiusa.





