La Crypto.com Arena dei Los Angeles Lakers è tra le ultime in classifica in un sondaggio sull’atmosfera dei palazzetti NBA, con appena l’1,2% delle preferenze. Un risultato che, per una franchigia con 17 titoli e una delle tifoserie più numerose al mondo, fa riflettere.
Il sondaggio è stato condotto da The Athletic raccogliendo 161 voti totali tra giocatori NBA. La Crypto.com Arena si è ritrovata a pari merito con la Ball Arena di Denver, la Little Caesars Arena di Detroit e la Scotiabank Arena di Toronto: tutti impianti che hanno ricevuto un sostegno minimo.
TD Garden in cima, i Celtics dominano (nel bene e nel male)
Al vertice della classifica si piazza il TD Garden di Boston, scelto dal 20,5% dei votanti come il palazzetto con la tifoseria più appassionata della lega. Subito dietro il Madison Square Garden dei Knicks con il 19,3%, seguito dal Paycom Center di Oklahoma City al 18%.
I tifosi dei Celtics, però, si sono distinti anche in un’altra categoria: il 32,1% dei giocatori li ha indicati come i più “fastidiosi” dell’intera NBA. Un primato che, a modo suo, conferma quanto la loro presenza sia percepita come pressante dagli avversari.
Perché la Crypto.com Arena non convince
Il caso Lakers merita una riflessione. Il palazzetto di Los Angeles è storicamente associato a un pubblico di celebrities e ospiti corporate, più orientato allo spettacolo che alla partita in sé. A questo si aggiunge la competizione interna: Los Angeles offre un’offerta sportiva e di intrattenimento talmente ampia da disperdere l’attenzione su più fronti, riducendo quella concentrazione di passione che caratterizza città dove la squadra NBA è il punto di riferimento principale.
Anche il costo dei biglietti gioca un ruolo: i Lakers sono tra le franchigie con i prezzi più elevati della lega, il che tende ad attrarre un pubblico meno incline a fare da dodicesimo uomo. Eppure, sul piano della presenza, i numeri restano solidi: 773.047 spettatori nelle 41 partite casalinghe della stagione 2025-26, con una media di 18.855 a gara e una percentuale di riempimento vicina al 100%.
Il problema, insomma, non è quante persone siedono sugli spalti, ma quanto rumore fanno.
