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Andrea Conti saluta Cremona: «Diciassette anni di amore, la Vanoli era casa mia»

Diciassette anni non sono semplicemente un’esperienza professionale, ma una vita intera. Per Andrea Conti, Cremona ha rappresentato casa, famiglia, amicizie e un profondo senso di appartenenza. Dopo otto anni da giocatore e nove da direttore generale, lo storico dirigente lascia il club biancoblu per aprire un nuovo capitolo all’Apu Udine in Serie A, proprio in coincidenza con la dolorosa chiusura della storica società cremonese.

In un’intervista concessa al quotidiano La Provincia, Andrea Conti ha ripercorso le tappe di un viaggio straordinario, sottolineando il valore umano costruito nel tempo:

«Si parte dai ricordi. E quando sono così tanti fai fatica persino a metterli in ordine. Sono arrivato a Cremona che ero un ragazzo, qui ho conosciuto mia moglie, qui è nata la mia famiglia. Alla fine non è stata soltanto una società di basket: è stata casa mia. Mi sento cremonese. Fa tanto male vedere sparire la Vanoli, è un dolore sincero e profondo.»

Andrea Conti e i segreti del modello Vanoli: intuizioni di mercato e retroscena

La forza della Vanoli Cremona, spesso costretta a lavorare con uno dei budget più bassi del campionato di Serie A, è risieduta interamente nelle idee e nella capacità di ragionare fuori dagli schemi, scommettendo su atleti in cerca di riscatto. Tra i colpi più memorabili, Andrea Conti ricorda la firma di Travis Diener, scovato insieme a Romeo Sacchetti a Las Vegas nonostante fosse fermo da tre anni, e la scommessa vinta su Giampaolo Ricci:

«Ricci rappresenta l’idea che il lavoro possa davvero cambiare una carriera. Quando lo prendemmo era vicino alla firma con Mantova in A2. Nessuno immaginava sarebbe diventato capitano a Bologna, Milano e in Nazionale. Probabilmente se non lo avessimo preso, la sua non sarebbe stata la stessa carriera.»

Non sono mancate le delusioni, come il caso di Tu Holloway, o gli errori di valutazione, come l’anno della retrocessione in cui la dirigenza peccò di presunzione pensando di poter sostituire facilmente leader dello spogliatoio del calibro di Marco Cusin e Luca Vitali.

Il futuro a Udine e la pallacanestro a Cremona con la Juvi

Nel tracciare il suo quintetto ideale della storia della Vanoli (composto da Rowland, Crawford, Drozdov, Milic e Mathiang under coach Brotto), Andrea Conti guarda già alla sua nuova avventura nel basket friulano, dove l’obiettivo sarà quello di esportare il modello di gestione e l’identità umana che hanno caratterizzato il miracolo cremonese.

Il legame con la città della Unione, tuttavia, non si spezza. Cremona manterrà la sua tradizione cestistica grazie alla presenza della Juvi:

«La pallacanestro in città c’è e ci sarà per sempre. Credo che la Juvi possa fare bene con la famiglia Ferraroni e che possa costruire qualcosa di duraturo. Non necessariamente arrivando in Serie A, ma garantendo tanti anni di passione. Io sarò sempre a disposizione per Cremona, anche solo per un consiglio.»

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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