La pallacanestro europea si trova alle porte di quella che potrebbe essere la più grande trasformazione della sua storia recente. Il progetto NBA Europe prende forma giorno dopo giorno, e tra le voci più autorevoli a sostenerlo c’è quella di Pau Gasol, leggenda del basket continentale e due volte campione NBA con i Los Angeles Lakers.
In un audio pubblicato dal quotidiano spagnolo Mundo Deportivo, il centro di Sant Boi de Llobregat ha parlato apertamente dei vantaggi che il modello americano potrebbe portare al basket europeo. Gasol è coinvolto nel progetto fin dall’inizio e il segretario generale della FIBA, Andreas Zagklis, ha confermato che il suo ingresso operativo è sostanzialmente definito: si attende solo il momento giusto per ufficializzare il ruolo preciso:
“NBA Europe non è soltanto una proposta, sono convinto che diventerà realtà. Si tratta dell’implementazione di un modello indispensabile per la crescita del nostro sport nel Vecchio Continente. Parliamo di un sistema che non sarà solo finanziariamente sostenibile – cosa che non è stata per non so quanti anni – ma di un modello che genera crescita concreta per i club al massimo livello.”
Gasol: il vertice decisivo e il ruolo della FIBA
I tempi stringono e la diplomazia dietro le quinte si fa sempre più intensa. Già mercoledì è in programma un vertice a tre tra NBA, FIBA e EuroLeague, considerato fondamentale per raggiungere un accordo definitivo. L’arrivo di Chus Bueno come direttore esecutivo di EuroLeague, lo scorso gennaio, ha riaperto il dialogo con gli americani, ma la NBA ha fatto capire chiaramente di essere pronta ad andare avanti anche da sola. Il vice-commissioner Mark Tatum ha dichiarato pubblicamente che la lega è disposta a procedere in autonomia, pur preferendo lavorare fianco a fianco con la massima competizione europea.
Gasol, dal canto suo, non interpreta l’operazione come un’invasione ostile, ma come una via di salvezza per il basket continentale:
“Vedo tutto questo come un’alleanza che cambierà il modello attuale, trasformandolo in un sistema più professionale e orientato al business. In Europa abbiamo un prodotto eccellente, atleti straordinari, tifosi appassionati e una cultura ricchissima. Ma ci sono aspetti che ci mancano. Con questa partnership possiamo colmare quei vuoti in un modo mai visto prima da queste parti.”
A colmare quei vuoti, naturalmente, sarà il denaro. La NBA prevede di reinvestire fino al 90% dei profitti direttamente nel basket europeo. Le franchigie partecipanti avranno un ritorno economico garantito fin dalla prima stagione, attraverso una quota fissa per la partecipazione e una variabile legata ai risultati sul campo.
L’interesse degli investitori è già notevole: la scorsa settimana Luka Dončić ha confermato pubblicamente di far parte di un gruppo che punta a riportare Roma ai vertici della pallacanestro, anche se la NBA non ha ancora ufficializzato l’accettazione della proposta:
“C’è un trend enorme di investimenti nello sport. Riconoscere il valore dei club di basket in questo modo eleverà il nostro sport a un livello superiore. È un messaggio forte: abbiamo tra le mani un patrimonio prezioso che, diciamo la verità, non siamo stati capaci di gestire nel modo giusto.”
Più bambini in campo e arene all’altezza
L’obiettivo finale del progetto è rendere la pallacanestro ancora più popolare e offrire ai tifosi un’esperienza che oggi solo pochissimi club europei riescono a garantire. Gasol ha sottolineato l’importanza dell’impatto sociale dell’iniziativa, auspicando che porti più giovani a praticare questo sport e che contribuisca ad accrescere il valore dei campionati nazionali in tutto il continente.
Il tema più delicato resta quello dell’identità: come innestare l’intrattenimento tipico del modello americano senza snaturare la passione che caratterizza il tifo europeo?
“L’obiettivo è elevare l’esperienza dei tifosi alle partite. Avremo l’opportunità, e sarà cruciale, di trovare l’equilibrio perfetto tra la passione, la lealtà e la cultura sportiva europea da un lato, e la qualità dell’intrattenimento che questa lega porterà dall’altro. Questo significherà anche costruire arene completamente nuove, dove il comfort e l’esperienza saranno di gran lunga superiori a tutto ciò che si è visto finora. Sono molto entusiasta di far parte di questo processo e mi impegnerò affinché non si perda ciò che rende unici lo sport europeo e i suoi tifosi.”
