Home Lega Basket Pallacanestro Trieste, Cosolini e Patuanelli chiedono la svolta: «Vanno cambiate le regole»

Pallacanestro Trieste, Cosolini e Patuanelli chiedono la svolta: «Vanno cambiate le regole»

227
Trieste
Foto G. Lodolo/Ag. Ciamillo Castoria

Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza accoglie con favore le notizie sul futuro della Pallacanestro Trieste. “Siamo abituati a vincere”, ha dichiarato, sintetizzando in poche parole il clima di sollievo che si respira in città dopo settimane di incertezza sulla permanenza del club nella massima serie.

Anche il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga si è detto disponibile a sostenere il progetto, a patto che sia concreto e strutturato. La sua posizione è chiara: non basta salvare la squadra, bisogna tenere anche la categoria, come ha dichiarato a Il Piccolo – Trieste:

“Ora aspettiamo un incontro con la società e nel caso si sia presentato un progetto di medio-lungo termine serio, la Regione, come ho sempre detto, ci sarà nella misura in cui c’è stata fino a oggi.”

Sul fronte della gestione del PalaRubini, la situazione resta da chiarire. La Pallacanestro Trieste non aveva partecipato al bando per la gestione dell’impianto, ma il dialogo con il Comune non si era mai interrotto. A spiegarne le ragioni è Roberto Cosolini, già sindaco di Trieste e già presidente del club biancorosso:

“È chiaro che la cosa si risolve: la società non ha partecipato a quel bando perché al tempo il presidente Matiasic voleva avere le mani libere.”

Cosolini non nasconde una certa amarezza nel commentare la conclusione di questi mesi difficili. Il sollievo per Trieste è reale, ma la vicenda lascia aperte questioni più ampie: “Perdere la squadra sarebbe stato un pensiero molto triste, c’è sollievo”, ammette, aggiungendo però che “alla fine un accordo si troverà”. Allo stesso tempo, sottolinea come il sistema abbia permesso dinamiche che, a suo avviso, non avrebbero dovuto essere possibili.

Trieste. il caso Brescia e l’appello a Petrucci per bloccare i trasferimenti

Lo sguardo di Cosolini e del senatore Stefano Patuanelli va oltre Trieste. Entrambi hanno scritto al presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Gianni Petrucci, chiedendogli di farsi garante per scongiurare il trasferimento della squadra a Roma. Ma il pensiero corre anche a Brescia e a Cremona, realtà che hanno vissuto situazioni analoghe.

Patuanelli, legato da un rapporto di amicizia con Graziella Bragaglio — ex presidente del club bresciano, dimessasi dal consiglio di amministrazione la settimana scorsa — non usa mezzi termini: “La cosa era nell’aria, non sono cadute dalle nuvole”. E aggiunge che Brescia era “una realtà che aveva un forte legame con il territorio”.

Cosolini, dal canto suo, non risparmia una battuta amara sul destino incrociato delle due società: “Visto il destino di Brescia, si potrebbe dire ‘mors tua vita mea’”. Una frase che dice molto sul senso di disagio con cui anche chi festeggia guarda a questa vicenda.

La richiesta che emerge con forza da entrambi è quella di una revisione delle regole che governano i trasferimenti dei titoli sportivi. Quanto accaduto a Cremona, Brescia e Trieste, secondo Patuanelli e Cosolini, impone che Federazione e Legabasket intervengano per rendere questo tipo di operazioni molto più difficili da realizzare. “Vanno cambiate le regole”: su questo i due esponenti politici sono assolutamente allineati.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!