HomeNBAOffseason NBA 2026: le trame ancora aperte tra trade e free agent

Offseason NBA 2026: le trame ancora aperte tra trade e free agent

A oltre tre settimane dal Draft NBA, la maggior parte dei grandi movimenti dell’estate si è già consumata: dalle scelte in cima al draft come AJ Dybantsa, Darryn Peterson, Cameron Boozer e Caleb Wilson, fino agli scambi eccellenti che hanno coinvolto Giannis Antetokounmpo, Jaylen Brown e LaMelo Ball. Restano però diverse questioni aperte che terranno banco nelle prossime settimane.

La più rilevante riguarda LeBron James. La sua scelta di lasciare i Lakers ha bloccato diverse squadre in attesa. Cleveland, Denver, Golden State, Miami, Minnesota e Philadelphia, tutte interessate al quattro volte campione, dispongono ciascuna di almeno due posti liberi in roster, con Nuggets e Warriors che ne totalizzano otto insieme. Anche i rinnovi di Draymond Green e James Harden restano in sospeso, legati proprio alla decisione di James, poiché il suo ingaggio potrebbe condizionare gli stipendi del primo anno per entrambi. La particolarità di questa free agency è che quasi tutte le franchigie possono offrirgli condizioni economiche simili: Nuggets, Sixers e Timberwolves dispongono solo dell’eccezione minima veterani da 3,9 milioni, mentre Miami può mettere sul piatto 6 milioni della propria eccezione non-tax. Rich Paul, storico agente di James, ha dichiarato al suo podcast che sarà la felicità, non il denaro, a guidare la scelta del suo assistito, sottolineando quanto sia importante non farsi ingannare dall’entusiasmo di luglio.

Escludendo Harden e Green, il miglior svincolato disponibile resta DeMar DeRozan, tagliato da Sacramento per motivi economici nonostante una media di 18,4 punti e quasi il 50% dal campo nell’ultima stagione. Tra gli altri nomi di rilievo tra i free agent senza vincoli figurano Bradley Beal, Bruce Brown, Russell Westbrook, Jonathan Kuminga, Matisse Thybulle, Kelly Olynyk, Nick Richards e Drew Eubanks. Sul fronte Kuminga, il general manager dei Lakers Rob Pelinka e il coach JJ Redick lo avrebbero già contattato per proporgli un ruolo accanto a Luka Doncic, ma la squadra ha già esaurito lo spazio salariale e potrebbe dover architettare una sign-and-trade con Atlanta, complicata dalla necessità di includere contratti come quello di Jarred Vanderbilt e dall’obbligo per Kuminga di impegnarsi per almeno tre stagioni.

Restano poi da risolvere le posizioni di due restricted free agent, Jalen Duren e Peyton Watson. Dei 29 giocatori che avevano ricevuto la qualifying offer prima del 30 giugno, 17 hanno già firmato, ma Duren e Watson devono ancora decidere se accontentarsi di un’offerta più contenuta, prolungare l’attesa sperando in proposte più ricche in vista del training camp, oppure esplorare soluzioni di sign-and-trade. Detroit, che ha liberato spazio salariale tramite gli scambi di Isaiah Stewart, Caris LeVert e Marcus Sasser, potrebbe offrire a Duren un contratto vicino al massimo salariale restando comunque sotto la luxury tax. Denver, invece, è già oltre la soglia della tax e rischia un conto fiscale vicino ai 200 milioni di dollari se dovesse trattenere Watson, la cui qualifying offer da 6,5 milioni scade il 1° ottobre.

Sul fronte disciplinare, il commissioner Adam Silver ha lasciato intendere che l’indagine sul possibile aggiramento del tetto salariale nell’accordo tra Kawhi Leonard e Aspiration potrebbe concludersi presto, ma la vicenda ha già bloccato lo scambio che dovrebbe portare Leonard a Toronto in cambio di Brandon Ingram, Gradey Dick e diverse scelte al draft. L’operazione, inizialmente annunciata il 30 giugno, potrà essere perfezionata solo se la proprietà dei Raptors accetterà di assumersi il rischio di eventuali sanzioni legate all’indagine sui Clippers, che potrebbero comportare perdita di scelte, multe salate e sospensioni per dirigenti, incluso il proprietario Steve Ballmer.

Dopo il rinnovo quadriennale da 273 milioni firmato da Donovan Mitchell con Cleveland, cresce l’attesa per capire chi sarà il prossimo All-Star a blindarsi a lungo termine. Proprio Leonard potrebbe essere il prossimo, con Toronto pronta ad avviare i colloqui non appena lo scambio sarà ufficiale. Tra gli altri giocatori idonei a un’estensione figurano Karl-Anthony Towns, Stephen Curry, Anthony Davis, Jaylen Brown, Pascal Siakam, Miles Bridges e Dillon Brooks. Nikola Jokic, dal canto suo, ha fatto sapere di voler restare a Denver ma con l’intenzione di firmare solo la prossima estate, quando potrebbe ottenere il contratto più ricco nella storia della lega, un quinquennale da 359,5 milioni di dollari.

Anche i rookie della classe 2023 restano in attesa di firmare le proprie estensioni: tra questi Victor Wembanyama, che potrebbe superare i 300 milioni se dovesse ottenere ulteriori riconoscimenti individuali, oltre ai fratelli Thompson e Brandon Miller.

Sul piano dei roster, Sacramento ha dovuto tagliare DeRozan per potersi permettere Precious Achiuwa, mentre Toronto, una volta ufficializzato lo scambio Leonard, si troverà a soli 2,3 milioni dal tetto rigido della prima soglia con appena due posti liberi. Memphis ha invece già raggiunto il limite massimo di 20 giocatori in rosa, pur non avendo ancora perfezionato la firma di Cameron Boozer.

In generale, la tendenza di questa offseason conferma la priorità delle squadre nel trattenere i propri giocatori: su 421 atleti sotto contratto, ben 315 facevano già parte dello stesso roster lo scorso anno, e nessuna franchigia dispone attualmente di spazio salariale pieno.

Sul fronte delle regole legate alle soglie di spesa, il proprietario dei Knicks James Dolan ha ammesso che superare la seconda apron sarebbe quasi un azzardo, mentre New York è riuscita a confermare il proprio quintetto campione restando sotto quella soglia. Oklahoma City, invece, ha ridotto drasticamente il proprio monte ingaggi pur mantenendo l’ossatura che ha vinto il titolo 2025, risultando l’unica squadra sopra la seconda soglia anche per la prossima stagione; Denver rischia di raggiungere lo stesso status.

Infine, il tema dell’espansione sarà al centro della riunione dei governatori NBA a Las Vegas la prossima settimana: il commissioner Silver ha confermato che Las Vegas e Seattle restano le uniche due città sotto osservazione per una possibile espansione dal 2028-29, mentre il vice commissioner Mark Tatum ha ribadito che la nuova lega europea è ancora in linea con il debutto previsto per ottobre 2027.

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