Nella nuova puntata di mentalità il nostro Gabriele Colombo ci parla di un momento quantomai attuale per un giocatore di basket, professionista, amatoriale o di qualsiasi livello: la offseason.
Come si affronta un momento di stop, che rompe la routine della stagione, che lascia ampi periodi di inattività e che può essere il ristoro del corpo, ma anche un momento in cui non si può “sbracare” perchè poi bisogna rimettersi in forma e trovare la condizione. Come va gestita? Ce lo spiega Gabriele con tre tecniche per gestirla.
La sera prima
Ci sono sere in cui il corpo è a letto e la testa è ancora nello spogliatoio. L’azione che non torna, la cosa rimasta a metà, il domani che comincia a bussare con qualche ora di anticipo. Questa puntata parla di quel pezzo di tempo lì — dalla fine della giornata al sonno — e di come si possa arrivarci sempre allo stesso modo, finché non è più una decisione ma una cosa che il corpo riconosce.
1. Chiudere la giornata su carta, dieci minuti, non a letto. Quattro righe: cosa è successo, cosa è rimasto aperto, cosa ne farai domani. Quello che resta in sospeso continua a bussare finché non gli dai un appuntamento preciso.
2. Dare un contenitore all’azione che pesa. Rivederla una volta sola, dentro quei dieci minuti. Distinguere l’errore che si ripara da quello che non si ripara. Poi chiudere: provare a non pensarci la tiene accesa, perché per evitarla te la devi ricordare.
3. Il respiro, cinque minuti, a letto. Espirazione più lunga dell’inspirazione, lenta, regolare. Inspirare accelera, espirare rallenta — non ti convinci di essere calmo, lo diventi. Il ritmo giusto è il tuo, e si tara insieme.
4. Rientrare nel corpo. Una scansione breve, dai piedi alla testa, notando quello che c’è senza sistemarlo. Di notte la testa lavora sul domani; riportarla su un segnale presente toglie carburante a chi sta cercando di prevedere.
5. Sempre la stessa sequenza. Gli stessi gesti nello stesso ordine, anche le sere in cui sembrano inutili. Il sistema impara dalle regolarità: dopo qualche settimana la sequenza diventa il segnale che dice al corpo cosa sta per arrivare, e la preparazione parte prima.
E la cosa più importante, che nella puntata torna alla fine: questa non è una prestazione. Più ti sforzi di dormire, meno dormi. Una notte storta dentro tre settimane regolari non significa niente — conta la serie, non la singola riga.
La sera prima è la scheda che accompagna l’episodio: una pagina sola, i cinque gesti con accanto il perché di ciascuno, così che restino in mano dopo l’ascolto invece di sciogliersi. In fondo ci sono le tre cose di contorno che pesano più di quanto sembri — luce bassa nell’ultima ora (uno schermo vicino agli occhi è luce piena), stanza fresca, niente pasti pesanti né alcol vicino al letto, che ti fa addormentare prima e ti rovina la seconda metà della notte, cioè proprio quella che serve a digerire la giornata.
Mental Lab (sito sperimentale, richiedi l’accesso) → https://mental-lab.web.app/
Mentalità è anche un’app, creata proprio da Gabriele per aiutare chiunqua voglia essere seguito, inziare un percorso o anche solo provare a capire qualcosa di più dell’aspetto mentale applicato allo sport e al basket. Chi volesse provarla può andare su: gabrielecolombo.coach e con il codice BACKDOOR, chi scarica l’app e lo inserisce ha un mese gratis di pacchetto Mentorship e il 40% di sconto sul rinnovo del mese successivo. Un ottimo modo per capire meglio il mondo dello sport e capirsi meglio per avere migliori performance, nell’attività sportiva e nella vita.
