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Home NBA

Draymond Green spiega perché ha rinunciato alla clausola di non scambio

giacomo.brogi by giacomo.brogi
13 Ago 2026
in NBA
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Draymond Green Commissioner: 10 regole da cambiare per il futuro NBA

Credits Ipa agency

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Draymond Green ha scelto di non battersi per ottenere una clausola di non scambio nel suo nuovo contratto con i Golden State Warriors, nonostante avesse tutti i requisiti per richiederla. Una decisione consapevole, spiegata dallo stesso giocatore nel suo podcast, che racconta molto del rapporto tra il veterano e la franchigia della Bay Area.

La scorsa estate Green aveva declinato la propria opzione giocatore da 27,7 milioni di dollari, offrendo ai Warriors margine salariale per provare a ingaggiare un free agent di primo piano. L’operazione non è andata in porto e il lungo ha finito per firmare un nuovo accordo annuale dello stesso importo. In base alle regole NBA — almeno quattro anni nella stessa squadra, almeno otto stagioni di esperienza e firma di un nuovo contratto anziché di un rinnovo — Green avrebbe avuto pieno diritto a una clausola di non scambio. Avrebbe potuto contare anche su una protezione implicita, prevista per i contratti annuali, ma ha rinunciato pure a quella. Al suo posto ha ottenuto un bonus del 15% in caso di cessione, la stessa condizione già presente nel precedente accordo, come riportato da Anthony Slater di ESPN.

Le parole di Green: “Non ne valeva la pena”

Nel suo podcast, Green ha affrontato la questione con la schiettezza che lo contraddistingue, spiegando perché non ha voluto forzare la mano durante le trattative:

“Penso che avremmo potuto litigare, ma non ne valeva la pena. Se i Warriors vorranno cedermi a un certo punto della stagione, lo faranno. Non sono mai stato uno che vuole restare dove non è desiderato.”

Il nome di Green è comparso con una certa frequenza nelle indiscrezioni di mercato durante l’ultima stagione, un fatto piuttosto insolito nella sua lunga militanza a Golden State. Le risorse limitate della franchigia hanno alimentato speculazioni su un suo possibile coinvolgimento in operazioni di scambio. Tuttavia, da entrambe le parti è sempre emersa la volontà di chiudere insieme questo percorso:

“Penso che ci sia una partnership che funziona per noi. Se non funziona, pazienza, e comunque non voglio essere quello che si lamenta. Non credo che valesse la pena mettersi a litigare su una clausola di non scambio. È inutile. Quindi non se n’è nemmeno parlato.”

Per la stagione 2026/27, l’unico giocatore NBA con una clausola di non scambio attiva sarà Damian Lillard, che l’ha inserita nel contratto firmato la scorsa estate. Intanto la free agency continua.

Tags: Draymond GreenGolden State WarriorsNBA
giacomo.brogi

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