A oltre un mese dall’apertura del mercato dei free agent NBA, la stragrande maggioranza dei nomi più appetibili ha già trovato una nuova sistemazione. Dei 50 migliori free agent del 2026 stilati in una classifica di riferimento, ben 44 hanno già messo nero su bianco. Eppure, tra i sei rimasti senza contratto figurano alcuni profili di primissimo piano.
NBA: Duren e lo stallo con Detroit
Il caso più eclatante è quello di Jalen Duren, centro dei Pistons e restricted free agent. Dopo che Lakers, Nets e Bulls hanno impiegato gran parte del proprio spazio salariale, nessuna franchigia NBA è attualmente nelle condizioni di mettere pressione a Detroit con un’offerta vicina al massimo contrattuale per il lungo. All’apertura della free agency si era parlato di un interesse reciproco con i Kings, che avrebbero voluto imbastire un sign-and-trade coinvolgendo Domantas Sabonis. I Pistons, però, non si sarebbero mostrati entusiasti dell’idea, né in generale di operazioni di questo tipo: la volontà dichiarata è quella di trattenere il centro con trascorsi All-NBA, e la situazione di mercato sembra dar loro il tempo di attendere.
L’ultimo aggiornamento significativo risale alla scorsa settimana: secondo Marc Stein, il ventiduenne starebbe valutando la possibilità di accettare la qualifying offer per dare una svolta alla situazione, al punto che “il ventiduenne starebbe valutando la possibilità di accettare la qualifying offer da 9,6 milioni di dollari per liberarsi come free agent senza restrizioni la prossima estate”. Anche Shams Charania ha confermato l’impasse tra le parti, ipotizzando che Duren possa restare senza accordo fino ad agosto inoltrato o addirittura a settembre.
Harden verso Cleveland, Watson e Kuminga contesi
Per quanto riguarda James Harden, diverse indiscrezioni emerse nelle ultime settimane convergono sulla stessa direzione: il veterano sarebbe prossimo a rinnovare con i Cavaliers con un contratto biennale o triennale. Il ritardo nella firma sarebbe legato al fatto che Cleveland sta contemporaneamente esplorando la possibilità di acquisire tramite sign-and-trade Peyton Watson o Jonathan Kuminga.
I due giovani, entrambi dotati di grande atletismo, sono al centro di un intreccio di mercato che coinvolge diverse franchigie NBA. Oltre ai Cavs, anche Bucks, Hawks e Clippers sono stati accostati a entrambi i profili. Watson, restricted free agent dei Nuggets, avrebbe ricevuto da Denver proposte nell’ordine dei 14-18 milioni di dollari annui, cifra ben lontana dai 25 milioni e oltre che il giocatore cercava a inizio mercato. La situazione finanziaria dei Nuggets, già oltre la seconda soglia della luxury tax, complica ulteriormente le cose.
Kuminga, che ha chiuso la scorsa stagione ad Atlanta, ha attirato anche l’attenzione di Lakers e Timberwolves, sebbene Minnesota possa offrirgli sostanzialmente solo il minimo salariale per veterani e il ventitreenne non sembri soddisfatto delle proposte economiche di Los Angeles.
Le posizioni di Mathurin, Williams e i veterani d’esperienza
Bennedict Mathurin, terzo e ultimo restricted free agent ancora sul mercato, è rimasto a lungo nell’ombra prima di essere accostato a Pelicans, Bulls, Bucks e Mavericks. Successivamente, però, alcune voci hanno ridimensionato l’interesse di Dallas, definito non “serio”, e quello di Chicago, giudicato “esagerato”.
Su Brandon Williams, reduce da una buona annata a Dallas, ci si attendeva un corteggiamento da parte di Phoenix, Golden State, Boston e degli stessi Mavericks, ma dall’inizio della free agency le notizie sul suo conto sono state scarse. La guardia alta 1,85 m potrebbe non rientrare più nei piani di Dallas a causa di questioni legate al roster.
Tra i nomi di peso ancora senza squadra spicca anche DeMar DeRozan, sei volte All-Star che compirà 37 anni venerdì. Svincolato dai Kings a inizio luglio, è stato accostato a Miami, Detroit, Toronto, Golden State, Denver, Cleveland e Washington, ma per il momento resta libero. Nella stessa situazione si trovano altri veterani di rilievo come Russell Westbrook, Bruce Brown e Bradley Beal.
