Simone Baldi ha dichiarato apertamente di voler rilevare la Fortitudo Bologna. Intervistato dal giornalista Jack Bonora, l’attuale socio di minoranza del club ha confermato di avere già alle spalle una cordata di imprenditori pronti a supportare l’operazione:
«Voglio comprare la Fortitudo. Ho alle spalle un gruppo di imprenditori, proprietari di aziende con qualche decina di milioni di fatturato. posso fare più di Gentilini e, visto quanto successo, posso farlo meglio. Gli imprenditori ci sono e ci potrebbe essere anche una sorpresa molto interessante: come Gentilini l’obiettivo è la promozione ed essere da playoff in A1.»
La questione societaria e l’arbitrato
I primi scombussolamenti societari sono arrivati qualche giorno fa, quando il giornalista di Stadio Damiano Montanari ha riportato che la 2B srl, capitanata proprio da Baldi, che detiene il 3% della Sporting Fortitudo srl, ha formalmente esercitato il diritto di prelazione per l’intera partecipazione delle quote detenute da Matteo Gentilini, socio di maggioranza.
Baldi ha anche accennato alla possibilità di un arbitrato, riconoscendo che l’esito potrebbe andare in entrambe le direzioni: potrebbe dargli torto, riconoscendo un fraintendimento sulla cifra indicata, oppure dargli ragione, ritenendo vincolante la PEC inviata da Gentilini con un valore specifico, o ancora riconoscere l’esistenza di un danno risarcibile.
Il nodo centrale, però, è soprattutto di natura personale e gestionale. Baldi ha spiegato di sentirsi marginalizzato all’interno della società nonostante abbia investito 200mila euro per una quota del 3%: escluso dalle conferenze stampa, invitato a pagare il biglietto per le partite, sostanzialmente trattato come un ospite indesiderato in casa propria:
«Mi sento come uno che ha una quota ma che non comanda nulla. Ci sarà chi ha percentuali superiori, ma io così non mi trovo bene. Se io posso fare qualcosa di più di Gentilini perché come potenziale siamo di più, anche se lui singolarmente ha più soldi di me, noi possiamo avere ambizioni superiori. E allora perché devo far comandare un altro? Potrei comandare io, con i miei soci, e magari fare meglio.»
Baldi ha anche chiarito che, qualora Gentilini si facesse avanti con una proposta da centomila euro, gli imprenditori coinvolti nella sua cordata non sarebbero interessati a muoversi per quella cifra.
